Norvegia 2.0 – Capo Nord e Lofoten

Alla fine ci siamo tornati, alla fine la Norvegia ha deciso di aprire i confini e permettere l’ingresso ai turisti provenienti anche dal nostro paese e nonostante i pochi giorni di preavviso, abbiamo ripreso in mano l’itinerario abbozzato a febbraio e poi dimenticato in un cassetto e siamo partiti in quello che sarebbe stata la degna conclusione del viaggio iniziato lo scorso anno. Alle ore 18:45 del 1 agosto è ufficialmente iniziato questo nostro secondo viaggio in Norvegia con destinazione Capo Nord e Lofoten.

Day 01

La prima giornata è stata di puro trasferimento con l’obiettivo di imbarcarci alle 23:15 dal porto di Hirtshals per Larvik. Purtroppo traghetto sold out e quindi sosta forzata a Hornsens per la notte e navigazione per la Norvegia rimandata alla giornata successiva.

Day 02

Dopo aver risolto il problema tecnico che ci aveva lasciato senza energia, riprendiamo il nostro viaggio e raggiungiamo Hirtshals dove ci imbarchiamo sul traghetto della Color Line delle 12:45 con destinazione Larvik, che raggiungiamo in perfetto orario alle 16:30.

Imbocchiamo la E18 e poi la E6 direzione nord senza una meta ben precisa ma con l’intento di risalire il più possibile il paese. Ci fermiamo ad Alvdal dopo aver percorso complessivamente 2238 km dalla partenza.

Day 03

La terza giornata di viaggio è quella che ci fa raggiungere il punto più estremo dell’itinerario dello scorso anno. Abbiamo infatti raggiunto il Circolo Polare Artico, là dove l’anno scorso avevamo dovuto interrompere il nostro viaggio. Una sosta veloce per una foto ricordo e poi proseguiamo di nuovo verso nord. In quesa giornata abbiamo srotolato sotto le ruote del nostro van centinaia di chilometri d’asfalto tutti lungo la E6 che in alcuni tratti, nonostante il maltempo, ha saputo comunque regalare angoli interessanti facendoci superare quota 3000 chilometri complessivi. Nonostante quelli percorsi per raggiungere al nostra prima meta ne mancano ancora un migliaio che vedremo di coprire nel prossimi due giorni.

Day 04

Un altro passo avanti verso il punto più estremo del continente che ormai è sempre più vicino. In questa giornata abbiamo lasciato la regione del Nordland per attraversare tutto il Troms e sconfinare infine nel Finnmark. Arrivo di tappa la località di Alta la più grande città nella contea più settentrionale della Norvegia Come già scritto oggi abbiamo attraversato fiordi e superato montagne ammirando lo spettacolo dei luoghi strada facendo come fosse un film che voleva raccontarci il miracolo della natura, sì perché comunque tu voglia guardare questo paese ci sarà sempre qualcosa capace di meravigliarti.

Day 05

E’ finalmente il giorno di Capo Nord. Dopo cinque giorni di viaggio e 4004 chilometri abbiamo finalmente raggiunto questo luogo. Se pensiamo che in media circa 200.000 visitatori raggiungono questo punto estremo direi che c’è poco di leggendario nell’essere arrivati fin qui, ma in un certo senso rimane per ogni viaggiatore una meta ambita un punto estremo e poco importa se poi la vera estremità del continente e poco distante da qui su un altro promontorio. Difficile descrivere le sensazioni di aver raggiunto questo luogo, un desiderio che durava da anni e che questa volta abbiamo potuto esaudire. Se poi ci aggiungiamo la fortuna di essere arrivati in una giornata meteorologicamente perfetta, be’ allora non possiamo che essere doppiamente soddisfatti della nostra “impresa” e felici di assiste in prima fila a quel tramonto viste tante volto in fotografia ma che oggi, un po’ ci appartiene.

Day 06

Se il meteo è stato tanto generoso ieri, oggi ci ha voluto aiutare a lasciare Capo Nord senza rimpianti, svegliandoci con un tempo da lupi avvolti dalle nuvole, sotto una fastidiosa pioggia e con raffiche di vento provenienti dal mare, direi che ci è riuscito. Chilometro dopo chilometro la situazione è migliorata regalandoci ad un certo punto ancora una volta il sole. Ripercorriamo in senso opposto la strada che ci ha portato a Capo Nord sempre lungo la solita ed ormai familiare E6 con destinazione Tromsø che raggiungiamo in serata, quanto basta per assistere al tramonto dal Fjellheisen. Il panorama che si gode da lassù vale la spesa del biglietto della funivia. Visto l’orario abbiamo deciso di cenare in quota osservando il sole nascondersi dietro le montagne. Per la cronaca stufato di renna con crema di funghi, formaggi e bacche di ginepro il tutto accompagnato da patate. Domani dedicheremo del tempo per visitare il centro di Tromsø.

Day 07

Questa è la giornata di Tromsø. Mattinata dedicata alla visita della città. La parte centrale con l’isola pedonale è carina in classico stile nord europeo. Di attrazioni particolari possiamo mettere le due chiese principali, la cattedrale di Tromsø in stile neogotico e costruita interamente in legno e quella dell’Artico in stile moderno. Oltre al famoso Polaria l’acquario più a nord del mondo che dicono essrete ben strutturato e da visitare. Al momento risulta chiuso quindi concludiamo il nostro giro e decidiamo anche per una colazione vicino al porto sfruttando anche la bella giornata di sole

Prima di pranzo partenza da Tromsø direzione Gryllefjord che raggiungiamo attraversando l’isola di Senja, la seconda più grande isole norvegese. Da Gryllefjord ci siamo imbarcati per Andenes nell’isola di Andøya facente parte dell’arcipelago delle Vesterålen. Navigazione tranquilla di quasi due ore e arrivo nella località famosa per il safari alle balene. Questa era anche la nostra idea ma causa maltempo sono state annullate tutte le uscite in barca di domani, quindi posticiperemo a dopodomani il nostro whale watching sperando nel tempo. Per stanotte postazione di riguardo insieme ad altri equipaggi con vista mare e faro ma in compagnia di pioggia e raffiche di vento a cullare il nostro van. Domani vedremo di prenotare il safari e gireremo l’isola alla ricerca di angoli particolari che dicono essere una caratteristica dell’isola.

Day 08

Non potendo uscire in mare per il maltempo decidiamo di dedicare la giornata all’isola di Andoya  percorrendo la omonima strada turista nazionale che nella parte affacciata al mare di Norvegia è sicuramente piacevole e ricca di spunti. Come detto è stata una giornata all’insegna del relax nella quale ci siamo goduti il panorama, abbiamo passeggiato sulle spiagge abbiamo pranzato in riva la mare nonostante il meteo non sia stato particolarmente clemente. Se come detto la parte ovest merita di essere visitata mentre quella est che si affaccia sull’Andfjorden e si snoda lungo la 82 è solo più scorrevole e veloce ma turisticamente ha davvero poco da regalare al viaggiatore. Domani si salpa alla ricerca delle balene e al rientro nel pomeriggio riprenderemo il nostro cammino verso sud lasciando le Vesteralen e puntando dritti alle Lofoten.

Day 09

Questa era la giornata dedicata alle balene e così è stato. Anche se in un primo momento sembrava potesse saltare tutto per via del meteo, alla fine con un ora di ritardo siamo salpati dal porto di Andenes a bordo della motonave Reine. Ci aspettavamo molto da questa escursione, poi mettici il mare grosso che ha complicato la navigazione e il meteo non dei migliori per una uscita in barca. Se devo essere onesto fino in fondo il tutto non è stato secondo le aspettative ma i protagonisti della giornata alla fine si sono fatti trovare come mostrato nella tabella allegata e poi una volta a Andenes non puoi fare finta di nulla e rinunciare a questa esperienza. ‌Archiviato il whale watching abbiamo ripreso il nostro cammino verso sud e poco dopo aver superato i 5000 chilometri percorsi abbiamo fatto ingresso ufficialmente nelle Lofoten secondo vero obiettivo di questo viaggio. Dopo una breve sosta a Svolvaer con tanto di cena in un ristorante del porto con un piatto di stufato di balena e zuppa di gamberetti, abbiamo proseguito sulla E10 prima e 816 poi in direzione Henningsvær una delle più rinomate località turistiche delle Isole Lofoten costruita su un gruppo di isolotti ai piedi di una falesia a strapiombo sul mare e ‌domani inizieremo proprio da qui la nostra decima giornata.

Day 10

Oggi ci siamo goduti un po’ di Lofoten. Abbiamo percorso la classica E10 che attraversa di fatto l’intero arcipelago regalandoci deviazioni su strade alternative che si sono rivelate decisamente panoramiche e hanno saputo regalarci spiagge che fanno invidia alle nostre coste. Il tutto è partito da Henningsvær dove ieri avevamo deciso di pernottare. Effettivamente la cittadina raccoglie l’essenza della Norvegia con le sue case in legno le isole e le montagne a contorno per una visione d’insieme di rara bellezza. Lasciata Henningsvær abbiamo imboccato come detto la E10 che sicuramente è panoramica ma pecca di possibilità di soste lungo il percorso. La prima deviazione è stata sulla Fv 861 direzione Gimsoy. Una strada secondaria che vi permette di raggiungere una bellissima spiaggia di sabbia bianca e mare colore verde smeraldo. Più avanti altra deviazione questa volte per raggiungere Eggum un villaggio di pescatori tra monti e mare dove spesso viene usato come base ideale per assistere allo spettacolo del sole a mezzanotte. L’ultima deviazione dalla E10 è stata quella che ci ha portato a Uttakliev ed alla sua fantastica spiaggia. Un luogo davvero speciale caratterizzato da una spiaggia bianca intervallata da grossi massi levigati con le tipiche montagne delle Lofoten a fare da cornice. È proprio qui che abbiamo deciso per la sosta fronte spiaggia e con un tramonto da incorniciare.

Day 11

‌Un’altra giornata alla scoperta dei punti più caratteristici delle isole Lofoten. La prima sosta è stata a Nusfjord un borgo di pescatori tra i più antichi e meglio conservato della Norvegia, tanto che dal 1975 l’Unesco lo ha designato come progetto per la conservazione dell’architettura norvegese. Nonostante il biglietto all’ingresso credo che valga sicuramente la pena farci una visita per assaporare meglio lo stile di vita di questa parte di Norvegia. Lasciato Nusfjord le soste sucessive sono alle spiagge di Skagsanden è Ramberg con la loro sabbia bianca fine e il mare il cui colore varia dallo smeraldo al turchese fino al blu intenso. La tappa successiva è nella località di Sund, un altro villaggio dove l’odore inconfondibile del pesce lasciato ad essiccare fa capire che questa attività è fiorente in questo centro, anche perché di altro c’è davvero poco. Torniamo sulla nostra amata E10 che in questa parte delle isole è davvero interessante, e puntiamo verso Hamnøy un piccolo villaggio famoso soprattutto perché risulta essere l’immagine più caratterizzante per rappresentare le Lofoten. Da lì, raggiungere Reine è davvero un attimo e proprio qui a Reine termina questa undicesima giornata con sosta a bordo mare, con la cittadina sullo sfondo e le sue montagne a fare da cornice. Se volete avere una veduta spettacolare di Reine salite sul Reinebriggen lo sforzo (circa 1600 gradini) vale sicuramente il panorame che si gode da lassù.

Day 12

Con cielo plumbeo con le nuvole che coprivano le cime delle montagne attorno a noi ed una pioggerellina intermittente ma alquanto fastidiosa lasciamo le isole Lofoten. Il meteo ci ha aiutati a rendere meno difficile l’addio anche se prima non ci siamo fatti mancare l’occasione di visitare l’ultimo villaggio dell’arcipelago ovvero la città con il nome più corto Å. Tipiche costruzioni in legno di colore rosso su palafitte ed una colonia di gabbiani assordanti. Dopo aver immortalato anche questo piccolo angolo di Lofoten, raggiungiamo la vicina Moskenes per imbarcarci con destinazione Bodo. Orario previsto per la partenza 10:45 ma peccato che quando toccava a noi hanno chiuso il portellone “ferry full next one” e nonostante le nostre proteste puntualmente ignorate dietro il classico “sorry I don’t understand” eccoci qui ad aspettare il prossimo che partirà solo alle 14:45. Sistemiamo due cose, ci concediamo un piccolo aperitivo fatto in casa e prepariamo il pranzo il tutto all’imbarco del traghetto evitando di spostarci per non rischiare la stessa situazione anche con la prossima corsa visto che la successiva è prevista per le 20

Raggiunta Bodo puntiamo il navigatore verso Saltstraumen, nel tentativo di assistere al fenomeno del Mealstrom, un fenomeno simile a un gorgo causato dalla marea, uno dei tanti spettacoli della natura che questo paese sa regalare ai visitatori che decidono di intraprendere un viaggio in Norvegia. Purtroppo non siamo stati fortunati perché il tutto deve coincidere con il picco della marea e sarebbe quindi necessario programmare bene la visita per poter assistere a questo fenomeno. Ripreso il cammino verso sud abbiamo deciso di fermarci per la notte in un luogo a noi molto caro il solito circolo polare artico lungo la E6. Da qui riprenderemo domani la nostra discesa che prevederà alcune deviazioni che vi racconteremo strada facendo.

Day 13

‌Quando si dice previsione azzeccata. Oggi infatti il tempo non era certo dei migliori ma dopo alcuni giorni di sole era da aspettarsi questo cambio repentino anche nelle temperatura. La sosta di ieri presso il Circolo Polare Artico ci avrebbe permesso qualche deviazione interessante dall’itinerario classico di discesa verso sud, ma al nostro risveglio non c’erano i presupposti per una escursione così si è deciso di riprendere il cammino lasciandoci alle spalle il maltempo. Strada facendo infatti la situazione è cambiata radicalmente regalandoci il sole ed un cielo azzurro già dal pomeriggio quando abbiamo raggiunto la città di Trondheim, la terza città per grandezza della Norvegia. Abbiamo parcheggiato in centro e dedicato del tempo per visitarla, ma soprattutto per vivere il clima vivace che la contraddistingue, grazie forse agli oltre 30.000 studenti che la vivono. La parte centrale è davvero piacevole con zone pedonali con negozi di ogni genere, ristoranti dove assaporare la cucina locale e locali di ogni tipo dove passare qualche momento di relax di fronte ad un boccale di birra. Due sono le attrazioni principali, l’imponente cattedrale che qualcuno definisce la più bella della Norvegia e dal punto di vista turistico il famoso quartiere Bakklandet con le sue case colorate costruite lungo il fiume Nidelva e raggiungibile dal vecchio ponte. Sicuramente vi sarà capito di vedere una foto di questo particolare angolo della città. Una visita un po’ frettolosa la nostra che forse meritava un po’ più di tempo per scoprire altre attività da svolgere a Trondheim. Noi la ricordiamo con la sua immagine più famosa, a voi scoprire altro passando da queste parti. Domani proseguiremo la discesa devieremo dalla comoda ma anche monotona E6 per concentrerci su alcune strade turistiche nazionali che meritano di essere percorse e vissute con tutto ciò che il paesaggio è in grado di offrire.

Day 14

‌Che giornata, intendo dal punto di vista metereologiche. Sapevamo che le previsioni erano favorevoli ma non così. Cielo terso temperatura che in alcuni momenti ha superato i 25 gradi, (il che non è del tutto positivo) insomma giornata che ci ha permesso di percorrere due delle 18 strade turistiche nazionali le famose nasjonale turist veger. Abbiamo iniziato con la Rondane 75 km lungo la FV 27 che attraversa il Rodane Nasjonal Park ottimo luogo per chi volesse fare escursioni o dedicarsi alla pesca. Man mano che si percorrono i chilometri e si sale di altitudine la vegetazione si riduce e il paesaggio diventa quello tipico di queste parti con cime a portata di mano e laghetti a macchiare il colore verde della vegetazione. Il vento ed il belare delle pecore libere al pascolo sono gli unici suoni che accompagnano la visita. Dopo la sosta pranzo risaliamo la E6 per imboccare prima la FV15 e poi la 55. Questa strada l’avevamo già fatta Lo scorso anno in un clima tipico norvegese, nuvole basse pioggia e temperatura in torno ai 10 gradi. Vista la giornata abbiamo voluto tornarci per vedere le differenze e che differenze. Intanto un innevamento che lo scorso anno non avevamo incontrato e poi la vista senza il muro di nuvole è stata a dir poco meravigliosa. Stiamo parlando di Sognefjellet quella che molti definiscono la più bella strada turistica nazionale norvegese ed in parte noi siamo d’accordo. In totale sono 108 km da Lom e Gaupne raggiungendo i 1434 metri nel punto più alto e sicuramente più scenografico, che gli vale il titolo di strada più alta del nord Europa.

‌Per la notte ci fermiamo proprio lungo la Sognefjellet e domani proseguiremo in direzione Flam, potrebbe esserci la possibilità di provare l’esperienza del tanto decantato trenino per scoprire un po’ di Norvegia da un punto di vista diverso.

Day 15

Un’altra giornata di sole con temperatura che non si addicono a questo paese. Con tutta sincerità iniziamo a rimpiangere un po’ le nuvole, il cielo grigio e soprattutto quella temperatura meno mite che per noi è improbabile in questo periodo ma che qui in Norvegia è una caratteristica o almeno lo era. Oggi abbiamo completato la Sognefjellet scendendo di quota fino al mare e costeggiando una parte del Sognefjord prima di imboccare il Lærdaltunnel che con i sui quasi 25 km risulta essere tra i tunnel stradali più lunghi d’Europa. Le tre aree di sosta illuminate non rendono certo questa galleria tra le attrazioni turistiche imperdibili di questo paese, assolutamente meglio la Bjorgavegen, una strada spettacolare che avevamo percorso lo scorso anno e che di fatto si snoda sulla montagna proprio sopra il tunnel. Raggiungiamo così Flam che di per sé non dice nulla se non il fatto di poter effettuare escursioni lungo la valle omonima, lungo l’Aurlandsfjorden oppure per i più intrepidi, salire sulle carrozze della mitica Flamsbana e farsi portare su in quota lungo la valle. Ho già espresso il mio giudizio sull’escursione in un altro post e quindi vi dico che se proprio volete farlo optate per la soluzione di sola andata con ritorno a valle in bici.

Dimenticata in fretta la Flamsbana, riprendiamo il nostro itinerario odierno imboccando la 50 che dopo un prima parte tortuosa e piena di gallerie, vi regala ottimo panorami costeggiando il parco nazionale Hallingskarvet, altra delizia per gli amanti delle escursioni. Noi se siamo decisamente più comodi una volta raggiunto il bacino denominato Vesterdastjorna ci siamo appostati lungo la sua riva aspettando il tramonto e passandoci qui la notte. Domani concluderemo questo tratto di strada per immetterci sulla Rv7 attraverso il Handargenvidda Nasjonalpark.

Day 16

Il nostro tour on the Road sulle strade della Norvegia è proseguito anche oggi sotto il sole e con temperatura media intorno ai 25 gradi. Le tanto attese nuvole si sono viste solo al risveglio per poi lasciare campo libero al sole, che da un certo punto di vista è quello che il turista vorrebbe sempre durante i propri viaggi ma che in questo caso avremmo anche rinunciato, almeno per un po’. Ma torniamo al nostro itinerario dettato più dall’istinto che dalla programmazione. Sì avvicina inesorabile il giorno in cui dovremmo imbarcarci e lasciare definitivamente questo paese e quindi è necessario scendere giorno dopo giorno di longitudine. Oggi abbiamo dapprima terminato di percorrere la 50 nel parco nazionale Hallingskarvet per poi abbandonarci tra le curve della Rv7 attraverso il Handargenvidda Nasjonalpark. Una strada che merita di essere percorsa e non immagino cosa possa essere in primavera dopo la sua riapertura quando la neve lambisce ancora il ciglio della strada. Lungo il percorso sosta obbligata alla Vøringfossen una cascata imponente con un salto di oltre 160 metri ben visibile dal centro visitatori. Lasciata la cascata ci siamo rimessi in marcia lasciandoci guidare, come detto prima, dall’istinto, istinto che ci ha spinto a tornare in una città che a causa del maltempo, lo scorso anno non ci eravamo gustati fino in fondo. Mi riferisco a Bergen che abbiamo potuto ammirare con uno splendido sole ma visto l’orario ormai in totale chiusura a parte qualche ristorante. Avremmo voluto assaggiare qualche piatto al famoso mercato del pesce, ignari che alle 18 fosse ormai tutto chiuso. Decidiamo quindi per la cena strada facendo programmando prima un minimo itinerario per i prossimi due giorni in terra norvegese, ma di questo ne parleremo domani.

Day 17

Oggi era la giornata di trasferimento a Stavanger. Avremmo dovuto arrivare nel primo pomeriggio ma strada facendo mi sono fatto condizionare da alcune foto pubblicate su FB da Mano Freealper tanto che dopo aver percorso un po’ di chilometri lunga la E39, compreso un tratto di navigazione, abbiamo imboccato la 542 e poi la bellissima Fv18 fino a raggiungere Brandasund. Arrivati la non c’è praticamente nulla, qualche casa in legno, un negozio di souvenir ed un molo ma è proprio questo il bello così come ciò che si incontra curva dopo curva o ponte dopo ponte essendo queste un insieme di isolette collegate fra loro proprio dalla strada. Visto l’orario decidiamo di sostare in zona per il pranzo e poi con calma riprendiamo la strada per Stavanger.

La E39 non regala tante emozioni dal punto di vista paesaggistico ma alla fine raggiungiamo la nostra meta nel tardo pomeriggio. Per prima cosa visita al quartiere di Gamle con una piacevole passeggiata tra le case bianche in legno caratteristiche di questa zona della città. Visto che se si vuole cenare in questi luoghi ci si deve affrettare perché alle 18 le cucine chiudono raccogliamo il consiglio di provare un locale nella zona centrale di Stavanger dove ordiniamo una zuppa di pesce ed un sandwich di gamberetti, due piatti che si sono rivelati un’ottima scelta. Per la cronaca il ristorante si chiama Eg & Du.

‌Dopo cena quattro passi nella zona del porto con molti locali ancora aperti dove poter bere qualcosa dopocena e soprattutto un giro anche nella famosa Fargegaten una via molto caratteristica con edifici colorati e diversi locali e botteghe raggiungibile facilmente a piedi. Dove ammettere che avevo sempre sottovalutato questa città che invece mi ha sorpreso per il suo stile, la sua vivacità e i suoi quartieri caratteristici posizionati sui due lati opposti del porto. Dopo tanto pregare questa sera sono arrivate le nuvole e qualche goccia di pioggia, quindi facciamo ritorno nel nostro van e ci sistemiamo per la notte. Domani seguiremo tutta la costa meridionale compresa i 41 km della Jæren una delle poche strade turistiche nazionali ancora assenti all’appello che si sviluppa lungo le strade 44 e 507, ultimo vero atto in terra norvegese.

Day 18

Arrivederci Norvegia, è questo il tema della giornata che ci ha visto imbarcare a Kristiansand sulla nave della Color Line destinazione Hirtshals. Partenza ore 16:30 con arrivo in Danimarca tre ore dopo. Il trasferimento di oggi da Stavanger non ha regalato nulla di particolare, anche la Jæren l’ultima strada turistica nazionale che abbiamo percorso non è stata entusiasmante, sicuramente diversa dalle altre per il paesaggio prevalentemente agricolo con una infinità di allevamenti di bovini. Solo avvicinandosi alla costa il quadro è cambiato senza comunque suscitare emozioni. Rientrando sulla E39 è stato poi come riavvolgere un film giunto ormai ai titoli di coda, abbiamo in pratica ripercorso a ritroso quella parte di Novergia che di fatto aveva aperto l’itinerario dello scorso anno. Questa seconda esperienza norvegese si chiude qui con un bagaglio di immagini, luoghi, ed emozioni ben definiti che come lo scorso anno custodiremo a lungo nel nostro cassetto dei ricordi. La vacanza non finisce qui, ci sono ancora alcuni giorni prima di raggiungere casa e quindi la possibilità di raccogliere e condividere altri racconti di questo viaggio.

Day 19

Oggi abbiamo raggiunto i nostri 8000, certo non siamo alpinisti sull’Himalaya ma semplici viaggiatori in giro per l’Europa con un van. In questa appendice del viaggio in Norvegia, abbiamo deciso di visitare qualcosa anche della Danimarca che di solito attraversiamo senza dedicarle grande interesse. Dopo l’arrivo di ieri oggi abbiamo iniziato con la passeggiata sulla spiaggia a Grenen per assistere al fenomeno dell’incontro tra i mari, quello del nord con quello Baltico. Passeggiata piacevole con incontro speciale di una foca solitaria. Dopo la spiaggia è stata la volta di Skagen, una cittadina carina e vivace con negozi e locali dove passare piacevolmente del tempo anche solo seduti a sorseggiare un caffè accompagnato dai “dietetici” dolci locali. Espletata anche la formalità della spesa abbiamo proseguito il nostro cammino con destinazione la costa occidentale del paese, non prima di aver immortalato il faro grigio di Skagen (Det Grå Fyr) e la famosa chiesa sepolta dalla sabbia la Den Tilsandede Kirke altra “attrazione” della zona. Il trasferimento sulla costa ovest ci occupata circa tre ore abbondanti oltre alla sosta pranzo in un percorso abbastanza monotono anche se si è cercato di sfruttare alcune parti della famosa Marguerite rout un percorso di circa 3600 km che si snoda per tutta la Danimarca toccando le principali attrazioni del paese. Come se non bastasse il viaggio è stato contraddistinto dalla pioggia quasi incessante fino al nostro arrivo al punto prefissato, il faro di Bovbjerg posizionato in una splendida posizione con possibilità di raggiungere la sottostante spiaggia. Peccato che le nuvole hanno un po’ spento il contrasto tra il colore del mare dei pascoli circostanti e del rosso del faro. Terminata anche questa visita è stato il momento di trovare un posticino dove passare la notte e grazie a Caramaps, applicazione che avevo dimenticato di avere sullo smartphone, raggiungiamo uno spot direttamente fronte spiaggia a pochi minuti dal faro. Il forte vento ci regala qualche decina di minuti di cielo sereno e sole all’orizzonte, quanto basta per apprezzare meglio questa location. Domani altre visite in terra danese e poi imboccheremo le solite autostrade che ci accompagneranno verso casa.

Day 20

Siamo ormai alle battute finali ma non abbiamo voluto rinunciare ad una giornata itinerante sulle strade della Danimarca. Lasciata la splendida spiaggia che ci ha ospitato per la notte indirizziamo il navigatore verso il Lyngvig Lighthouse che con i suoi 53 metri di altezza si staglia nel cielo uno po’ grigio e un po’ azzurro attorniato da grandi dune che portano alla solita immensa spiaggia. Il passo successivo sono le sculture giganti di Svend Wiig Hansen, situate nella città di Esbjerg. Le 4 statue di cemento bianco sono note come “L’uomo incontra il mare”. Da Esbjerg trasferendo a Ribe una città dal fascino antico che mantiene il suo aspetto pittoresco e risulta essere la città più antica della Danimarca. Dopo aver passeggiato per le vie della cittadina curiosando qua e là, riprendiamo il cammino per l’ultimo atto di questo viaggio, l’isola di Rømø e la sua spiaggia carrabile. Strano poter percorrere con il proprio mezzo questa spiaggia immensa dove potersi fermare per una giornata di mare, sole e vento. Raggiungiamo la spiaggia nel primo pomeriggio giusto in tempo per il pranzo e per rilassarci un po’ prima di iniziare il vero e definitivo trasferimento verso casa. Ci sono ancora 1350 chilometri da percorrere prima di mettere definitivamente la parola fine a questa vacanza. Ora sosta poco dopo Amburgo per la cena ed un meritato riposo perché domani ci aspetta un tappa impegnativa di avvicinamento a casa.

Day 21

Che dire ancora, come lo scorso anno chiudiamo con questa immagine. Il viaggio finisce qui, dopo 21 giorni siamo di nuovo a casa con un bagaglio di immagini ed emozioni che questo Paese è capace di regalare ad ogni viaggiatore. Ora non rimane che rimettere in ordine le idee e quando finisce un viaggio, non resta che pensare al prossimo.

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