Viaggi · 08/08/2023

Un sogno d’Islanda

di Chiara Ripamonti

Tra le prime posizioni della mia wishlist c’è sempre stato un viaggio, quello con destinazione Islanda. Ho realizzato questo desiderio affidandomi ai tour operator di Sivola, che mi hanno permesso di, non solo superare le aspettative di questa bellissima isola, ma di godermi un viaggio a 360°.

GIORNO 1
Penisola di Reykjanes
Garour Old Huse
Chiesa Sandgerdi
Fagradalsfjall
GIORNO 2 | Circolo d’oro
Parco nazionale Þingvellir
Centro geyser
Cascata di Gullfoss,
GIORNO 3
Una signora cascata, il primo ghiacciaio e la spiaggia nera
Skogafoss
Solheimajokull
Spiaggia nera di Reynisfjara
Reynisdrangar
Fjaðrárgljúfur
GIORNO 4
Intorno al ghiacciaio
Parco nazionale di Skatafell
Svínafellsjökull
Vatnajokull
Diamond beach
GIORNO 5
Piccole scoperte e cascate uniche
Cappella di Hofskirkja
Grotta Gígjagjá
Dyrhólaey
Cascata Kvernufoss
Cascata Seljalandsfoss
Cascata Gljufrabui
Cascata Gluggafoss (Merkjárfoss)
GIORNO 6
Penisola di Snaefellsnes
Area geotermale di Hveradalir
Promontrio di Kirkjufell
Svörtuloft Lighthouse
Lóndrangar
Hellnar
Gatklettur
GIORNO 7
Capitale e relax
Reykjavík
Laguna Blu
GIORNO 8
Rientro in Italia

GIORNO 1

Penisola di Reykjanes

Il nostro viaggio parte da Milano Malpensa e atterra all’aeroporto di Reykjavík alle 10.45 di mattina, il fuso orario ci fa guadagnare qualche ora. Il primo giorno sarà un piccolo antipasto di quello che scopriremo visitando questa terra. Prendiamo i van e ci dirigiamo verso il faro Garour Old Huse.

Questa sosta ci da modo di capire la forma occidentale dell’isola; la parte ovest dell’isola è caratterizzata da tre penisole, e questo faro si trova in quella più meridionale.

Proseguiamo in direzione sud e facciamo una piccola sosta alla Chiesa Sandgerdi, una piccola chiesetta di colore nero, tipico dell’Islanda e utile in inverno per ritrovarla in mezzo alla neve, adiacente alla chiesa c’è anche un piccolo cimitero in cui notare la composizione dei cognomi delle persone native di questo luogo.

nome figlia femmina - nome padre+dottir 
nome figlio maschio - nome padre+son

Proseguendo lungo la strada notiamo la composizione di tutto il paesaggio che ci circonda. Accostiamo su un lato della strada e osserviamo da più vicino il suolo lavico che sta sotto i nostri piedi e che rende lunare il paesaggio che ci circonda. Ultima sosta della giornata, la più “impegnativa”, Fagradalsfjall, un sistema vulcanico le cui rocce sono ricche di minerali quali calcio e olivina. Dopo una breve passeggiata, con un ultimo tratto in salita si può ammirare oltre che il panorama, tutta la vallata coperta di lava, la parte più scura indica la lava più recente versata da uno dei tanti crateri e faglie aperte nel 2021; è proprio mentre scrivo questo racconto, in quel luogo, si è aperta una nuova faglia vulcanica da cui si può ammirare la meraviglia di un’eruzione.

| Sosta pranzo: ristorante Fish House, in cui consiglio di scegliere dal menù un ottimo fish and chips | Alloggio: GuestHouse a Geflavik, piccola cittadina in cui potete trovare un comodo supermercato aperto 24h

GIORNO 2

Circolo d’oro

Il secondo giorno è dedicato interamente alla scoperta del famigerato circolo d’oro

La prima delle tre tappe è il Parco nazionale Þingvellir, noto soprattutto per la fossa tettonica e l’escursione che è possibile fare tra la placca americana e quella asiatica, fino a raggiungere alla fine una bella cascata. E’ consigliabile ammirare questo luogo dal punto più alto per godere di un’ottima vista anche sul lago di Þingvallavatn.

La seconda delle tre tappe è il centro geyser, prima di raggiungere la fonte attiva, è possibile notare delle piccole fonti che non avendo molta pressione generano solo un bollore delle loro acque. Mentre camminiamo veniamo sorpresi dal primo vero getto. Concedetevi un po’ di tempo per godervi questo spettacolare fenomeno naturale che avviene ogni 5/10 minuti. Queste acque hanno un forte odore di zolfo e raggiungono temperature di 100°.

Tappa conclusiva del circolo d’oro e l’immensa cascata di Gullfoss, il suo nome vuol dire cascata d’oro; due possono essere i motivi di questa denominazione, per l’arcobaleno che spesso si presenta sopra di essa, il quale è segno di una presenza di oro sottostante o per la luce che rende le pietre attorno di color oro. Per rendersi conto della sua reale imponenza vi consiglio di ammirarla da tutti e tre i punti panoramici.

Ci dirigiamo alla nostra guest house e ci concediamo una nuotata nella piscina comunale per riscaldarci (ogni località islandese ha una piscina naturale creata per mantenere alto il morale dei cittadini) e poi ci dirigiamo direttamente al Valhalla pub che ci ospiterà per la nostra cena, dove oltre che gustare un ottimo hamburger ci si può svagare con freccette, biliardino, musica, e soprattutto tiro all’accetta.

| Sosta pranzo: al centro Geyser è presente un ristorante di cui vi consiglio un’ottima zuppa di pesce | Sosta cena: Valhalla Restaurant | Alloggio: guest House Asgard. Ingresso piscina comunale: 3/5 euro

GIORNO 3

Una signora cascata, il primo ghiacciaio e la spiaggia nera

Iniziamo il terzo giorno con una dei simboli di quest’isola, immagine scelta da pocket lonely planet per la sua copertina: Skogafoss.


Siamo arrivati ai piedi della cascata abbastanza presto per evitare l’assembramento di turisti e ci siamo lasciati sedurre dalla maestosità di questa cascata che una volta cadeva direttamente in mare. Se vi concedete un po’ di fatica nel fare tutti i gradini che vi portano in cima ad essa, non solo potrete ammirare il panorama e la cascata da un’altra prospettiva, ma guardando l’orizzonte noterete invece dove è collocato ora il mare e quanto quindi il paesaggio sia cambiato nel tempo.
Vale poi assolutamente la pena prendere un po’ d’acqua e avvicinarsi ai piedi della cascata per esserne metaforicamente e sensibilmente travolti.

La leggenda di questa cascata narra che il primo vichingo che arrivò mise tutto il suo tesoro dietro la cascata per proteggerlo, in seguito molti cercarono di afferrarlo e rubarlo, fino a che un uomo in un tentativo ruppe la cassa che lo conteneva e tutto il tesoro si riversò nelle acque, da quel giorno la leggenda narra che chiunque tocchi queste acque sia destinato a ritrovare qualcosa che si è perso.

Risaliamo sui nostri van e ci dirigiamo verso il primo ghiacciaio che incontriamo in questo viaggio: Solheimajokull.

Dopo una piccola camminata ci troviamo davanti a quello che è solo una lingua del ghiacciaio, ma che ci permette comunque di ammirarne i colori e i contrasti tra l’azzurro del ghiaccio e il nero della cenere dovute alle eruzioni del vulcano che si trova proprio sotto l ghiacciaio.
Il ghiaccio si è sciolto parecchio nel tempo, e il paesaggio attorno ne è testimone, le cause oltre al cambiamento climatico vanno ricercate nel fatto che il colore nero della terra sopra il ghiaccio, attira maggiormente il raggi solari e di conseguenza il calore.

La tappa successiva della giornata è la spiaggia nera di Reynisfjara, denominata una delle spiagge più pericolose al mondo, e le luci di allerta all’ingresso della stessa ne sono una testimonianza.

La sua pericolosità è data oltre che dalla marea, anche da delle onde improvvise più lunghe rispetto a quelle regolari e la conseguente risacca che toglie ai malcapitati la terra sotto i piedi (sono in media 5 ogni anno le vittime fatte da questa spiaggia)

Un po’ di attenzione quindi e godetevi una passeggiata tra i simboli di questa spiaggia: i blocchi di basalto che compongono la scogliera, la grotta da cui ammirare con più attenzione la composizione di questa roccia e infine i Reynisdrangar, i faraglioni di roccia lavica che emergono dal mare. La leggenda narra che si tratti di due troll, causa dei tanti naufragi di questo mare, che un giorno vennero colpiti da un raggio di sole e si trasformarono in roccia.

Ci dirigiamo con i nostri van verso est e ci godiamo in viaggio facendo delle brevi soste.

La prima, il vasto campo lavico di Eldhraun, creatosi durante l’eruzione di Laki nel 1700. Negli anni al di sopra del suolo lavico si è creato un tappeto di muschio, che arriva a misurare fino a 60 cm di altezza e che dona a questo luogo un’atmosfera da favola.

Concludiamo la giornata dirigendoci verso est fino a raggiungere Fjaðrárgljúfur, la nebbia non ci da tregua ma proviamo, comunque, a camminare lungo il percorso panoramico fino ad arrivare ad uno scorcio in cui ammirare il canyon nella sua totale lunghezza di 2 km e 100 m di profondità.

| Sosta pranzo: Wok On Vick (cibo asiatico molto buono, altre possibilità nelle vicinanze) | Alloggio: Horgsland Cottages

GIORNO 4

Intorno al ghiacciaio

Il quarto giorno inizia con il trasferimento a bordo dei nostri van in direzione del parco nazionale di Skatafell da dove imbocchiamo subito uno dei tanti sentieri proposti per goderci gli altopiani islandesi attraverso un percorso adatto a tutti, e che consiglio vivamente anche per poter ammirare la famosa cascata di Svartifoss, famosa per la sua composizione basaltica.

Finito il nostro giro ad anello, ci prendiamo una pausa per il pranzo prima di esplorare un’altra parte del parco, quella composta dal ghiacciaio di Svínafellsjökull, una delle tante lingue che compongono l’imponente calotta glaciale Vatnajokull.

A tu per tu con la lingua di un ghiacciaio, le cui dimensioni sono solo immaginabili, non ci resta che ammirare la grandezza della natura, i suoi colori, i contrasti, il silenzio che ci avvolge arrivando ad apprezzare anche la pioggia che ci accompagna in maniera costante ricordandoci che anche questo fa parte dell’esperienza islandese.

Ci avviamo verso l’ultima tappa della giornata, continuando a girare attorno all’immenso ghiacciaio, raggiungiamo jokulsarlon, unica parte del ghiacciaio a contatto con il mare.
Rimaniamo impressionati dai colori del ghiaccio che galleggiano in mezzo all’acqua e sorpresi nel vedere le foche che nuotano in tutta tranquillità in mezzo ad essi. Tutti i blocchi di ghiaccio che raggiungo il mare formano la conosciutissima Diamond beach, distese di cristalli di ghiaccio a contrasto con l’immancabile sabbia nera.

Personalmente non riesco a godermi totalmente questo luogo, probabilmente bisogna anche essere fortunati nel vederlo con le luci e il tempo giusto per avere l’effetto wow che mi aspettavo.

Dopo tanta acqua e vento raggiungiamo l’alloggio che ci avrebbe ospitato per la notte.

| Sosta pranzo: Veitingasala Restaurant, Shop, And Gas (non fatevi intimorire dal fatto che sia come i nostri autogrill, cibo è buono e la carne è prodotta proprio dalla fattoria accanto, consiglio lo stinco di agnello) | Alloggio: Höfn HI Hostel, moderno con tutte le comodità,lavatrice inclusa

GIORNO 5

Piccole scoperte e cascate uniche

Questa giornata la passeremo per molto tempo sui nostri van, ci aspetta un ritorno verso la parte più occidentale dell’isola, ci mettiamo comodi e ci incolliamo al finestrino per ammirare tutti i paesaggi che ci scorrono davanti come fosse un film.

Approfittiamo di questo lungo tragitto di ritorno per alcune più brevi soste meno turistiche e altre più conosciute. La prima sosta sulla strada sarà nel vedere la cappella di Hofskirkja, particolare per il suo tetto completamento ricoperto di erba e muschio, tradizionale dell’architettura islandese.

Dopo aver macinato parecchi km, ci addentriamo per arrivare alla grotta Gígjagjá, grotta particolare per la sua forma e utilizzata dagli islandesi per organizzare rave, grazie alla sua ottima acustica e dall’ampio spazio di fronte ad essa.

Sulla strada si possono ammirare distese di Lupini islandesi, fiori che sembrerebbero tipici di queste terre vista la vasta presenza, ma che invece risultano essere stati importati dall’America.

Proseguendo la nostra tratta arriviamo a Dyrhólaey, un promontorio che si trova nel punto più meridionale e che ci permettere di ammirare da un’altra prospettiva le spiagge islandesi, inclusa la spiaggia nera e i suoi faraglioni visti nei giorni precedenti.

Continuando il nostro itinerario verso ovest, saranno quattro le cascate di cui faremo la visita.
La prima, ancora poco conosciuta, e per questo con un fascino superiore è la cascata Kvernufoss, la sua particolarità è la possibilità ammirarla anche da dietro il suo getto d’acqua con una prospettiva totalmente nuova come per la seconda e ben più famosa cascata quella di Seljalandsfoss, tra le più note d’Islanda. La terza, che si torva nello stesso luogo della precedente, è una cascata nascosta per cui ci si deve bagnare un po’ i piedi per raggiungerla ed è quella di Gljufrabui, avrete la possibilità di avvicinarsi al suo stretto e alto getto, salendo su un masso posizionato sottostante, ed è posizionandoti lì che senti di essere completamente travolto dalla sua vitalità.

Concludiamo la giornata ritornando alle Guest House di cui già avevamo fatto uso, ma è sulla strada però che decidiamo di improvvisare la visita di un’ultima cascata, chiamata cascata delle finestre: Gluggafoss (Merkjárfoss), denominata così per le spaccature della parete frontale della roccia che mostra in questo modo il getto della cascata.

Un po’ impegnativo ma ne vale sicuramente la pena, salire sul piccolo sentiero che regala poi la scoperta di un ulteriore cascata e di un punto panoramico sulle montagne.

| Sosta cena: Valhalla Restaurant | Alloggio: Asgard Guest house

GIORNO 6

Penisola di Snaefellsnes

Il sesto giorno lasciamo la parte più meridionale e ci addentriamo per raggiungere la penisola di Snaefellsnes, come sempre il viaggio non annoia con i suoi panorami e facciamo presto una sosta all’area geotermale di Hveradalir, un’area arricchita da piccole passerelle di metallo per poter attraversare letteralmente i fumi caldi che la terra emana, tali fonti alimentano il forno posizionato all’ingresso dell’area, che potrebbe sembrare un po’ decontestualizzato.

Continuiamo il nostro viaggio dirigendoci verso la ricca penisola e come prima sosta ci aspetta il promontrio di Kirkjufell, noto soprattutto per la sua apparizione in Games of Thrones, e piacevole da ammirare con la sua cascata sottostante e per il suo dominio sul fiordo islandese.

Esploriamo il resto della penisola, sostando in diversi dei punti sulla costa, tenendo costantemente alle nostre spalle il vulcano Snæfellsjökull, posizionato al di sotto del ghiacciaio a noi visibile

Alcune delle soste che facciamo ci regalano panorami infinti, ci mostrano il contrasto con dei fari colorati, ci spiegano la terra a noi sottostante attraverso la forma delle sue rocce, attraverso vecchi crateri collassati che sembrano oggi torrette naturali.

Le soste consigliate sono qui elencate: Svörtuloft Lighthouse; Lóndrangar; Hellnar; Gatklettur.

Concludiamo poi questa lunga giornata con la visita ad una delle più suggestive chiese islandesi, per merito della sua posizione in un’area totalmente lavica, la chiesa Búðakirkja.

| Colazione: Almar Bakari | Cena: Sker Restaurant | Alloggio: Við Hafið Guesthouse/Hostel

GIORNO 7

Capitale e relax

Ultimo giorno per la nostra vacanza islandese, torniamo nella penisola di Reykjanes. Dedichiamo la mattinata alla visita di Rekyavik. Sono molteplici e di tutti i tipi i musei presenti nella capitale, dando la possibilità di scegliere in base al proprio interesse

Noi decidiamo di perderci tra le vie della città facendoci catturare l’attenzione dai più bizzarri e bei murales che arricchiscono i muri delle vie, visitiamo la chiesa più particolare di Reykjavík, la chiesa Hallgrímskirkja, la sua forma  richiama i basalti che simboleggiano l’intera isola, attraversiamo la città fino ad arrivare alla sala concerti Harpan, in cui consiglio di entrare per ammirare le colorate facciate dall’interno, ci perdiamo dopodiché nei tanti negozi e boutique fotografiche della città, passando per la via arcobaleno, assaggiando l’hot dog più buono del mondo e comprando qualche souvenir come ricordo di questo magnifico viaggio.

Consiglio una breve sosta al Caleb Baume cafe per assaggiare uno dei cinnamon rolls più buoni che abbia mai assaggiato.

Il pomeriggio lo dedichiamo al relax, dirigendoci alla Laguna Blu, la quale è un’area geotermale con una piscina termale che rappresenta una delle attrazioni turistiche più visitate dell’Islanda, e quest’ultimo aspetto fa perdere un po’ della sua unicità.

Il centro benessere è dotato di una vasca unica molto ampia, al cui interno è presente un bar, un area silenzio, un area da dedicare alle maschere facciali, accanto troviamo anche una piccola sauna e bagno turco. Ci rilassiamo e ci godiamo gli ultimi momenti in compagnia. Consiglio, soprattutto per le donne, di non andare sott’acqua e di cospargersi i capelli di balsamo prima dell’ingresso, infatti l’acqua ricca di silice tende a rovinare un po’ i capelli.

GIORNO 8

Questa ultima giornata è dedicata solamente al volo di ritorno che ci aspetta in mattinata.

Saliamo sull’aereo iniziando a fare gli ultimi saluti tra Di noi, con la promessa di rivedersi.

Ammirando dal finestrino la magnifica isola sotto di noi, non posso che ripromettermi di ritornare un giorno su questa terra.

Hai la lava sotto i piedi eppure la senti anche lì nel petto.
Osservi e ti senti piccolo, impotente
Ma forse sono solo gli occhi ad esserlo.
È grande l’animo con cui si vive,
La volontà con cui si esplora,
La curiosità con cui si viaggia,
Il cuore con cui si accolgono le meraviglie che si hanno attorno, che esistono da sempre e che ogni tanto lasciamo indietro.
È grande la memoria in cui portiamo ogni attimo, ogni paesaggio, ogni mondo.

Chiara Ripamonti

Consigli:

  • Abbigliamento: vestirsi a strati è la strategia migliora per combattere il freddo islandese e adattarsi più velocemente al cambio di clima, dato soprattutto dal continuo vento.
    Le termiche sono ottime per questo viaggio, pantaloni tecnici da trekking, giacca impermeabile e il guscio impermeabile (sia pantalone che k-way) necessari per godersi al meglio le cascate.
  • Cibo: sull’isola si trovano tra le cucine più diverse del mondo, sempre presente un’opzione vegetariana e/o vegana.
  • Pagamenti: non è necessario prelevare, in Islanda è accettata la carta in qualsiasi posto per qualsiasi importo
  • Alloggi: Le Guest House è bene prenotarle con molto anticipo, noi avendo avuto il viaggio organizzato non ci siamo preoccupati di questo aspetto. In Islanda è buon uso togliersi subito le scarpe all’ingresso.
  • Cura dei luoghi: essendo la natura la ricchezza maggiore dell’isola, i suoi abitanti hanno massima cura di essa e prevedono multe salate per i trasgressori.
    Rispetta ogni cartello e ogni barriera tracciata, è un luogo così raro da non valerne la pena rovinare per un selfie un metro più vicino.