Destinazioni / I nostri tour · 18/06/2023

Destinazione grande nord

Dopo mesi passati a pianificare, documentarci e sognare, eccoci finalmente in partenza verso il Grande Nord. La meta di quest’anno è la Norvegia, anche se il nostro itinerario si concentrerà esclusivamente sulla parte meridionale del Paese, quella dei celebri fiordi norvegesi. Il vero Nord, quello più estremo, lo lasciamo volutamente a un prossimo viaggio.


Day 01 | Inizia il viaggio verso la Norvegia

Il nostro viaggio on the road in camper verso la Norvegia prende ufficialmente il via intorno alle 20:00, con un primo obiettivo ben preciso: raggiungere Amburgo entro la sera successiva. Davanti a noi ci attendono oltre 1.100 chilometri da percorrere.

Dopo aver attraversato la Svizzera e sconfinato in Austria, intorno a mezzanotte entriamo in Germania. È qui che decidiamo di fermarci per la notte, sostando in un’area di servizio lungo l’autostrada, già popolata da altri camper. Un riposo essenziale prima di affrontare una lunga giornata di guida.

La mattina seguente ripartiamo di buon’ora e attraversiamo praticamente tutta la Germania, percorrendo la Autobahn A7, una delle arterie principali del Paese. Tra rallentamenti, cantieri e traffico, il viaggio procede comunque regolare, accompagnato dalla consapevolezza di essere solo all’inizio di una grande avventura.

All’altezza di Flensburg, a pochi chilometri dal confine con la Danimarca, lasciamo finalmente l’autostrada per dirigerci verso il Campingplatz Jarplund, dove decidiamo di fermarci per la notte. Una sosta strategica, ideale per spezzare il lungo trasferimento e prepararci al proseguimento del viaggio verso la Scandinavia.

La Norvegia è ancora lontana, ma il viaggio è ufficialmente iniziato.

Day 02 | Attraverso la Danimarca

Il secondo giorno di viaggio è interamente dedicato al trasferimento attraverso la Danimarca. Partiamo di buon’ora con una meta ben definita: Hirtshals, da dove ci imbarcheremo per raggiungere la Norvegia. La tappa di oggi è relativamente breve, poco più di 350 chilometri, ma decidiamo comunque di arricchirla con una deviazione imperdibile.

Il viaggio procede senza particolari intoppi e nel pieno rispetto della tabella di marcia. Prima di raggiungere Hirtshals, scegliamo di deviare verso la costa per visitare uno dei luoghi più iconici del nord della Danimarca: le dune di sabbia di Rubjerg Knude e il celebre faro di Rubjerg Knude Fyr, conosciuto anche come il “faro sommerso”.

Arriviamo intorno alle 13:00, accolti da una pioggia abbondante. Decidiamo di attendere qualche minuto affinché l’intensità diminuisca e, approfittando di una tregua, ci incamminiamo verso il faro. Il meteo si dimostra sorprendentemente clemente durante la visita, permettendoci di raggiungere, osservare e fotografare questo suggestivo faro abbandonato, arroccato su una scogliera a circa 60 metri sul livello del mare, costantemente modellata dall’azione del vento e degli agenti atmosferici.

Il ritorno al parcheggio, invece, avviene sotto un vero e proprio acquazzone, ma l’esperienza ne è valsa assolutamente la pena. Alla fine possiamo dirci soddisfatti: nonostante il maltempo, siamo riusciti a vivere e documentare uno dei luoghi più affascinanti della Danimarca.

Una volta rientrati al camper e sistemati, decidiamo di fermarci per il pranzo direttamente sul posto, prima di riprendere la strada in direzione del porto di Hirtshals, accompagnati ancora da una pioggia incessante. La Norvegia è ormai vicina e l’imbarco del giorno successivo segna l’inizio di una nuova fase del viaggio.

L’imbarco è fissato per le 19:45, con partenza prevista alle 20:45 dal porto di Hirtshals e arrivo a Kristiansand, in Norvegia, alle 23:59. In attesa di salire a bordo, ci organizziamo per la cena con un semplice pasto al sacco, preparato direttamente al camper durante l’attesa dell’imbarco.

La traversata procede regolare e, poco prima di mezzanotte, mettiamo finalmente piede sul suolo norvegese. Sbarcati a Kristiansand, ci dirigiamo subito verso ovest, con l’obiettivo di trovare un luogo tranquillo dove fermarci per la notte.

Raggiungiamo la località di Mandal, dove ci era stato segnalato un parcheggio adatto anche ai camper. È ormai notte fonda e, senza indicazioni particolarmente chiare, ci affidiamo all’istinto e a qualche rapida verifica sul posto. Dopo qualche tentativo, troviamo finalmente il punto giusto dove sostare e riposare.

Il luogo prescelto per la notte si rivela adatto e tranquillo, perfetto per recuperare energie dopo due intensi giorni di trasferimento
(Rif. Sandskargata 12, 4515 Mandal).

La Norvegia è ufficialmente iniziata: da qui in poi, il viaggio entrerà nel vivo, tra fiordi, natura e paesaggi che aspettavamo da tempo di vedere.

Day 03 | L’estremo sud della Norvegia

Ci svegliamo sotto una pioggia battente e partiamo di buon’ora da Mandal. Dopo aver espletato le consuete operazioni di carico e scarico, ci mettiamo in marcia verso la prima vera meta norvegese del nostro viaggio: Lindesnes, il punto più meridionale della Norvegia, dove sorge l’omonimo e suggestivo faro.

Sono circa 40 chilometri di strada, inizialmente lungo la E39 e, una volta raggiunta Vigeland, sulla più panoramica e vivace Fv460, che conduce direttamente al faro. Secondo le previsioni meteo, al nostro arrivo sarebbe dovuta arrivare una breve tregua dal maltempo e, fortunatamente, così è stato.

Raggiungiamo il Faro di Lindesnes e troviamo il luogo completamente deserto. I pochi camper parcheggiati per la notte sembrano ancora immersi nel silenzio del mattino. Ne approfittiamo per fare due passi in assoluta tranquillità e solitudine, gustandoci questo primo, autentico antipasto di Norvegia.

La vista sull’oceano è spettacolare e il cielo, finalmente più clemente, ci regala il tempo necessario per qualche scatto fotografico. Rientriamo poi al camper e, mentre iniziano ad arrivare i primi visitatori, ci concediamo con calma doccia e colazione, prima di riprendere il viaggio.

La nuova destinazione è una delle mete più iconiche della Norvegia: Preikestolen, il celebre Pulpito. Ci attendono circa 200 chilometri di strada e l’attraversamento del primo fiordo norvegese in traghetto, sulla tratta Lauvvik – Oanes, un’esperienza che segna simbolicamente l’inizio dell’esplorazione dei fiordi.

Nel tardo pomeriggio raggiungiamo il Preikestolen Camping, che ci ospiterà per la notte e rappresenterà il punto di partenza per l’escursione del giorno successivo verso il famoso Pulpito. Ci sistemiamo, rallentiamo finalmente il ritmo e ci concediamo un po’ di meritato relax: in questi primi tre giorni di viaggio abbiamo percorso oltre 2.000 chilometri, e la Norvegia, ora, è davvero iniziata.

Day 04 | Il Pulpito (Preikestolen)

È finalmente arrivato il giorno del Pulpito, una delle icone più celebri della Norvegia e il luogo che, anni fa, ha acceso in me il desiderio di partire per scoprire questa terra. È proprio da quella terrazza naturale a strapiombo sul Lysefjord che ha preso forma il viaggio che vi stiamo raccontando.

La giornata inizia presto: sveglia, colazione e via. Alle 8:00 siamo già al parcheggio di Preikestolen, punto di partenza del sentiero. Qui è bene saperlo: lungo tutta la strada non è consentito né campeggiare, né sostare, né tantomeno passare la notte. Il costo del parcheggio è di 250 NOK; esistono poche alternative e, forse, solo un’area più arretrata lungo la strada risulta leggermente più economica.

Il meteo è ideale per l’escursione: qualche nuvola qua e là, ma nel complesso una splendida giornata di sole. Nonostante l’orario mattutino, lungo il sentiero incontriamo già diversi escursionisti. Il percorso è ben tracciato e, dopo circa due ore di cammino, raggiungiamo finalmente il Preikestolen.

Come previsto, il luogo è particolarmente affollato, ma il desiderio di arrivare fin qui era talmente forte che la presenza di altre persone passa in secondo piano. Da quassù, il panorama sul Lysefjord è semplicemente grandioso: lo sguardo si perde lungo il fiordo, tra pareti rocciose, acqua profonda e natura incontaminata.

Alla fine è esattamente come lo avevamo immaginato, se non meglio. Un vero capolavoro della natura: una falesia di granito alta 604 metri che termina a strapiombo sul fiordo sottostante. Un luogo potente, emozionante, capace di ripagare ogni passo percorso per raggiungerlo e di restare impresso nella memoria come uno dei momenti più intensi del viaggio in Norvegia.

Visto l’orario, abbiamo tutto il tempo per goderci il Preikestolen e l’ambiente che lo circonda prima di iniziare la discesa. La vista da quassù, complice anche la splendida giornata di sole, è davvero straordinaria e ripaga ampiamente la fatica della salita. Il Lysefjord, osservato dall’alto, appare ancora più imponente e silenzioso, regalando uno dei panorami più iconici di tutta la Norvegia.

Dopo il rientro al parcheggio di Preikestolen, troviamo il tempo per una doccia rigenerante e decidiamo poi di spostarci alla ricerca di un luogo tranquillo dove fermarci per il pranzo. Riprendiamo così la strada imboccando la Ryfylkevegen (Rv13), una delle numerose Strade Turistiche Nazionali norvegesi che percorreremo durante questa estate.

Dopo pochi chilometri, ci fermiamo in una piazzola panoramica affacciata sulle acque del Riskedalsvatnet, un suggestivo laghetto situato nei pressi della località di Årdal. Un luogo silenzioso, immerso nella natura, perfetto per una pausa rilassante dopo l’escursione al Pulpito e per assaporare, ancora una volta, il ritmo lento e autentico di un viaggio in Norvegia on the road.

Dopo il pranzo, riprendiamo il viaggio proseguendo sempre lungo la Strada Turistica Nazionale Ryfylkevegen (Rv13), una delle più scenografiche di questa parte della Norvegia. Raggiungiamo Hjelmeland, dove ci imbarchiamo sul traghetto che attraversa il Boknafjorden, permettendoci di raggiungere Nesvik, sulla sponda opposta del fiordo.

La traversata, breve ma suggestiva, offre ancora una volta l’occasione di osservare il paesaggio norvegese da una prospettiva diversa, con montagne, acqua e cielo che si fondono in un equilibrio perfetto. Una volta sbarcati, proseguiamo il nostro percorso lungo la Rv13, immersi in un ambiente sempre più silenzioso e naturale.

Per la notte troviamo una piazzola sulle sponde dell’Erfjord, un angolo appartato e tranquillo, ideale per una sosta in camper lontano dal traffico e dal rumore. Qui il tempo sembra rallentare: il fiordo è calmo, il silenzio è interrotto solo dai suoni della natura e, per chi lo desidera, è persino possibile pescare direttamente da un piccolo molo.

Un luogo perfetto per concludere una giornata intensa, iniziata con l’escursione al Preikestolen e terminata immersi nella quiete dei fiordi norvegesi.

Day 05 | Cascate e pioggia lungo la Ryfylke

Cielo coperto e pioggia battente: inizia così la giornata odierna, dedicata alla prosecuzione del viaggio lungo la Ryfylkevegen, una delle Strade Turistiche Nazionali della Norvegia, con in programma la sosta presso due delle cascate più famose della Norvegia meridionale.

Percorriamo la Rv13 fino a Sand, per poi imboccare la strada 520, considerata uno dei tratti più spettacolari di tutta la Ryfylke, in direzione di Hordatun. Già nella prima parte della giornata ci fermiamo per una sosta obbligata alla Svandalfossen, una cascata imponente e facilmente accessibile.

Qui è fortemente consigliata la salita della scalinata panoramica, che permette di avvicinarsi alla cascata e apprezzarne da vicino tutta la potenza e la bellezza, amplificate dal volume d’acqua reso ancora più impressionante dalle recenti piogge.

Ripartiamo e, superata Sauda, inizia quello che viene unanimemente considerato il tratto più scenografico della Ryfylkevegen. Purtroppo, proprio in questo momento, il meteo peggiora ulteriormente e il cielo si apre in un vero e proprio diluvio. Anche una sosta forzata per un caffè, nella speranza di un miglioramento delle condizioni, si rivela inutile.

Nonostante tutto, è evidente di trovarsi su una strada davvero unica. Un susseguirsi di curve, saliscendi e panorami che, dietro ogni dosso, riescono comunque a regalare scorci spettacolari. È un vero peccato dover percorrere questo tratto sotto una pioggia torrenziale, che ci impedisce di assaporarne appieno la bellezza e di documentarla come meriterebbe.

Le immagini, purtroppo, non rendono giustizia a ciò che questa strada è in grado di offrire con condizioni meteo favorevoli. Una di quelle tratte che meriterebbe di essere rivissuta, magari con il sole, per poterne cogliere ogni dettaglio e sfumatura.

Ci consoliamo pensando che, anche con il maltempo, questa parte di Norvegia riesce comunque a mantenere un fascino tutto suo. Terminato il tratto della Fv520, ci immettiamo nuovamente sulla più scorrevole Rv13 in direzione Odda, fino a raggiungere un’altra delle cascate più famose della Norvegia: la spettacolare Låtefossen.

Con i suoi 165 metri di altezza, Låtefossen è una delle maggiori attrazioni della zona e colpisce immediatamente per la sua doppia cascata che si riversa con forza ai lati della strada. Fortunatamente, la pioggia ci concede una breve tregua, giusto il tempo necessario per ammirarla e fotografarla con calma, senza fretta.

Proseguiamo quindi verso Odda, cittadina situata all’estremità del Sørfjorden, uno dei rami dell’Hardangerfjord. Qui ci fermiamo per il pranzo e, approfittando della momentanea pausa del maltempo, decidiamo di fare anche due passi nell’area pedonale del centro, godendoci un’atmosfera tranquilla e rilassata.

Riprendiamo poi il nostro percorso iniziando l’avvicinamento a Bergen, scegliendo di percorrere la Fv550, una strada panoramica che costeggia a lungo l’Hardangerfjord fino a Jondal. Finalmente, dopo giorni di pioggia, fa la sua comparsa anche il sole, accompagnando questo nostro lento vagare in terra norvegese.

Lungo la strada ci concediamo una sosta obbligata per assaporare le ciliegie locali, vendute direttamente lungo il percorso. Superata Utne, la strada si fa più stretta e tortuosa e attraversa una splendida zona dedicata alla coltivazione di frutta, con numerosi punti vendita dove acquistare prodotti freschi e confetture artigianali.

Raggiunta Jondal, ci imbarchiamo sul traghetto per Tørvikbygd, proseguendo poi lungo la Fv49. Pochi chilometri prima di Norheimsund, ci fermiamo per la notte in località Vokøy, in un’area affacciata direttamente sull’Hardangerfjord. Un luogo silenzioso e suggestivo, perfetto per concludere una giornata intensa, fatta di strade panoramiche, fiordi, cascate e finalmente un po’ di sole.

Day 06 | Verso Bergen, la capitale dei fiordi

Il sesto giorno di viaggio è dedicato a Bergen, considerata a pieno titolo la capitale dei fiordi norvegesi. Partiamo di buon’ora e imbocchiamo la Fv7, fermandoci dopo pochi chilometri per una sosta praticamente obbligata: lungo la strada incontriamo infatti un’altra cascata famosa, impossibile da ignorare.

Si tratta della Steinsdalsfossen, una cascata che, pur non essendo tra le più imponenti della Norvegia, è decisamente speciale. La sua particolarità è la possibilità di camminare letteralmente dietro il salto d’acqua, grazie a un sentiero che consente di attraversarla e osservarla da una prospettiva insolita e suggestiva.

Lasciata la cascata, proseguiamo il viaggio prima lungo la Fv7 e poi sulla E16, fino a raggiungere Bergen dopo circa 75 chilometri. L’arrivo, come ormai sembra consuetudine, avviene sotto la pioggia.

Raggiungiamo subito il celebre quartiere di Bryggen, il cuore storico della città, caratterizzato dalle iconiche case di legno colorate, costruite in fila lungo il porto. Questo complesso architettonico fu sede dei commercianti della Lega Anseatica tra il XIV e il XVIII secolo e oggi conta circa 280 edifici in legno. Per il suo straordinario valore storico, Bryggen è stato inserito dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità.

Parcheggiamo proprio alle spalle delle famose case e ci concediamo un caffè, sperando in una tregua dal maltempo. L’attesa, però, si prolunga più del previsto e, visto che la pioggia non accenna a diminuire, decidiamo di armarci di ombrello e iniziare comunque la visita del centro di Bergen. Ci muoviamo tra vicoli, negozi e scorci del quartiere storico, cercando riparo quando possibile.

Poiché il meteo non sembra voler migliorare, optiamo per una pausa pranzo, confidando in un pomeriggio più clemente. La scelta cade sul celebre mercato del pesce di Bergen, una tappa quasi obbligata in città. Qui decidiamo di assaggiare alcune specialità locali: l’offerta è ampia e variegata e ogni palato può trovare qualcosa di interessante, a patto di amare il pesce e i prodotti del mare.

Neppure il tempo di finire il caffè ed eccoci di nuovo in movimento. Il cielo sembra concederci una breve tregua e, tra le nuvole, fa capolino un timido sole. Cogliamo immediatamente l’occasione e decidiamo di salire con la Fløibanen, la storica funicolare che conduce sul Monte Fløyen, uno dei punti panoramici più famosi di Bergen.

In pochi minuti raggiungiamo la quota di 320 metri sul livello del mare, da dove, nelle giornate limpide, si gode di una vista spettacolare sull’intera città di Bergen, sul porto e sui fiordi circostanti. Purtroppo, giusto il tempo di arrivare al belvedere ed eccoci nuovamente avvolti dalle nuvole. Lo spettacolo non è esattamente quello che avevamo immaginato, ma del resto al meteo, così come al cuore, non si comanda.

Decidiamo di attendere qualche minuto nella speranza che le nuvole si diradino, ma senza successo. Quantomeno ha smesso di piovere, e questo è già un piccolo successo. Riprendiamo quindi la Fløibanen, funicolare inaugurata nel lontano 1918, e facciamo ritorno in centro città.

Una volta rientrati, terminiamo il nostro giro di Bergen con più calma e finalmente senza ombrello, passeggiando tra il porto e le vie del centro. Prima di lasciare la città – e soprattutto prima che inizi di nuovo a piovere – ci concediamo una sosta in un caffè affacciato sul molo, godendoci l’atmosfera marittima, e facciamo poi un salto alla Torre di Rosenkrantz, uno dei principali edifici storici della città.

Lasciamo quindi Bergen alle spalle e iniziamo un nuovo trasferimento on the road, questa volta con destinazione Nigardsbreen, uno dei ghiacciai più famosi della Norvegia. Ci attendono circa 260 chilometri di strada.

Durante il tragitto, poco prima della sosta notturna, arriva una piacevole sorpresa. Lungo la strada che da Voss conduce verso Flåm, ci imbattiamo nella Tvindefossen, una splendida cascata visibile direttamente dalla carreggiata. Impossibile non fermarsi: una sosta obbligata, meritata, per ammirare e fotografare uno dei salti d’acqua più suggestivi incontrati finora.

Day 07 | Destinazione Nigardsbreen

Dopo la notte trascorsa in una piazzola lungo la E16, ripartiamo di buon’ora e, neanche a dirlo, sotto la pioggia, con destinazione Flåm. Prima di raggiungerla, ci concediamo una breve sosta fotografica davanti a uno dei luoghi più iconici della Norvegia: il Nærøyfjord, considerato il fiordo più stretto del mondo. Braccio del più grande Sognefjord, è lungo circa 17 chilometri ed è inserito dall’UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità. Anche con il cielo coperto, il suo fascino rimane intatto.

Arrivati a Flåm, decidiamo comunque di fermarci, pur trovando il luogo eccessivamente turistico rispetto ad altre tappe del viaggio. Il vero motivo di interesse resta la celebre ferrovia panoramica di Flåm, una delle più ripide al mondo su binari standard, anche se i pareri di chi l’ha provata risultano piuttosto contrastanti.

Riprendiamo quindi il nostro itinerario e, una volta giunti ad Aurland, scegliamo di evitare la lunga galleria stradale di 26 chilometri, optando per la decisamente più spettacolare Aurlandsfjellet – National Scenic Route. Questa strada panoramica si inerpica rapidamente offrendo scorci mozzafiato sul fiordo sottostante.

Dopo pochi chilometri, la sosta allo Stagastein è praticamente obbligata: una piattaforma panoramica sospesa a circa 650 metri di altezza sull’Aurlandsfjord, uno dei punti di osservazione più suggestivi dell’intera Norvegia.

Proseguendo, la strada continua a salire e il paesaggio cambia radicalmente. La vegetazione si fa sempre più rada, lasciando spazio a un ambiente spoglio, essenziale e quasi lunare, che riesce a essere allo stesso tempo desolato e incredibilmente affascinante. Il percorso, lungo circa 40 chilometri, va messo in preventivo con calma, anche per via di alcuni tratti con carreggiata piuttosto stretta. Il meteo non è ideale, ma sufficiente per permetterci di apprezzare pienamente questo straordinario tratto di strada.

Ridiscendendo a valle, ci ritroviamo sulle sponde dell’Årdalsfjord, che attraversiamo in traghetto fino a Mannheller. Da qui imbocchiamo nuovamente la Rv5 in direzione Sogndal, punto di accesso a una delle Strade Turistiche Nazionali più spettacolari della Norvegia: la Fv55, conosciuta come Sognefjellet.

Di questa strada percorreremo solo un primo tratto, fino a Gaupne, decidendo di lasciare il “meglio” alla giornata successiva. Da qui imbocchiamo la Fv604 e ci inoltriamo nel Jostedalsbreen National Park, entrando in uno degli ambienti naturali più suggestivi dell’intero viaggio.

Raggiungiamo infine il Nigardsbreen Camping, dove decidiamo di pernottare. La sosta lungo la strada o nel parcheggio da cui parte il sentiero per il ghiacciaio non è più consentita, rendendo il campeggio la soluzione migliore e più comoda per la visita del giorno seguente al Nigardsbreen, uno dei ghiacciai più famosi della Norvegia.

Raggiungiamo poi Flam dove decidiamo di fare una sosta anche se riteniamo il luogo fin troppo turistico. Unico vero motivo rimane il treno panoramico della ferrovia di Flam, anche se i pareri di chi lo ha provato rimagono contrastanti.

Il nostro itinerario prosegue e arrivati ad Aurland, evitiamo la lunga galleria di 26 chilometri per percorrere la più panoramica Aurlandsfjellet – National Scenic Routes, un strada che si inerpica regalando scorci bellissimi. Dopo pochi chilometri sosta obbligata allo Stagastein, una piattaforma panoramica a 650 metri sopra il sottostante Aurlandsfjord.

Day 08 | Nigardsbreen e Aurlandsfjellet

Per un’escursione, la giornata non è certo delle migliori, anzi tutt’altro. Il cielo è coperto e la pioggia ci accompagna fin dal mattino mentre raggiungiamo il parcheggio del Nigardsbreen (pedaggio di 40 NOK). Le condizioni meteo ci portano a fare una scelta pratica: decidiamo di ridurre il percorso a piedi, almeno all’andata, utilizzando il servizio navetta che costeggia il lago e ci conduce a circa metà tragitto.

Questa soluzione si rivela azzeccata. Riusciamo infatti ad arrivare di fronte al ghiacciaio quasi senza pioggia, giusto il tempo necessario per ammirare da pochi metri di distanza l’imponenza del Nigardsbreen, uno dei bracci più spettacolari del grande Jostedalsbreen. Quest’ultimo è il più grande ghiacciaio dell’Europa continentale, un vero colosso di ghiaccio che domina il paesaggio del parco nazionale.

Trovarsi così vicino alla fronte del ghiacciaio è un’esperienza potente, capace di trasmettere tutta la forza e la fragilità della natura allo stesso tempo. Le tonalità del ghiaccio, il rumore dell’acqua che scorre e l’ambiente circostante rendono questa visita memorabile, anche sotto la pioggia.

L’escursione, nonostante il meteo avverso, vale assolutamente la pena. E potrebbe diventare ancora più coinvolgente per chi desidera spingersi oltre, partecipando a una camminata guidata sul ghiacciaio, equipaggiati con ramponi e picozza e accompagnati da una guida esperta. Un’esperienza che permette di vivere il ghiacciaio da protagonista, in totale sicurezza.

Un ultimo sguardo al Nigardsbreen prima di rimetterci in marcia. Lasciamo alle spalle il ghiacciaio e torniamo verso Gaupne, costeggiando le tranquille acque del Lustrafjorden, uno dei rami più suggestivi del grande Sognefjord.

Da qui ha finalmente inizio uno dei momenti più attesi del viaggio: percorriamo la Sognefjellet, la Strada Turistica Nazionale che risale lentamente la valle fino a raggiungere i 1.434 metri di altitudine, quota del passo di montagna più alto del Nord Europa. Una strada iconica, immersa in un ambiente alpino severo e affascinante, che attraversa paesaggi tra i più spettacolari della Norvegia.

Purtroppo, una fitta coltre di nuvole ci accompagna lungo tutto il percorso, impedendoci di scorgere le vette delle imponenti montagne che ci circondano. È inevitabile chiedersi come sarebbe stato questo panorama in una giornata limpida, con il cielo terso e le cime ben visibili all’orizzonte.

Nonostante tutto, anche così la Sognefjellet conserva un fascino particolare: il silenzio, le tonalità grigie e l’atmosfera quasi surreale rendono il passaggio suggestivo e diverso da qualsiasi altra strada percorsa finora. Un’esperienza che lascia il segno e che, come spesso accade in Norvegia, invita a tornare, magari con il sole, per riscoprirla sotto una luce completamente diversa.

Devo ammettere che, anche con il maltempo, questo tratto di strada offre un ambiente unico, così naturale e autentico da riuscire comunque a regalare grandi emozioni. Lungo la Sognefjellet viene spontaneo voler rallentare e fermarsi in ogni punto panoramico, per cogliere la bellezza e, allo stesso tempo, la crudezza di questa terra aspra e affascinante.

Il silenzio, le superfici rocciose, le acque scure e le nuvole basse contribuiscono a creare un’atmosfera quasi irreale, che rende questo percorso speciale anche in condizioni meteo tutt’altro che ideali.

Il programma iniziale prevedeva una sosta per la notte nei pressi del Prestesteinsvatnet, uno dei laghi più noti lungo la Sognefjellet. Tuttavia, le condizioni meteo avverse ci spingono a proseguire oltre. Lungo la Rv15 individuiamo un’area di sosta affacciata sul lago Heggjebottvatnet, dove decidiamo di fermarci per la notte.

Un luogo semplice e silenzioso, perfetto per concludere una giornata intensa, immersi in uno dei paesaggi più autentici e selvaggi incontrati fino a questo punto del viaggio in Norvegia in camper.

Day 09 | Dalsnibba e Geirangerfjord

Dopo una notte tranquilla sulle rive dell’Heggjebottvatnet, ripartiamo con destinazione finale Geiranger. La vera novità della giornata è l’assenza della pioggia, dettaglio tutt’altro che scontato in questo viaggio e già di per sé un’ottima notizia.

L’itinerario verso Geiranger prevede alcune deviazioni di grande interesse, che decidiamo di non perdere. Percorriamo la Rv15 per una ventina di chilometri, per poi deviare a sinistra sulla Fv258, conosciuta anche come Gamle Strynefjellsvegen. Si tratta di 27 chilometri di strada storica che attraversano la valle di Videdalen, uno dei tratti più suggestivi di questa parte di Norvegia.

Complice probabilmente il cielo finalmente libero da nuvole basse e precipitazioni, la scelta di percorrere questa strada si rivela assolutamente azzeccata. Anche se per circa metà del tracciato la carreggiata è parzialmente sterrata a causa dei lavori, il percorso è di una bellezza rara. La strada si snoda tra rocce levigate, nevai residui, piccoli laghetti alpini e corsi d’acqua, regalando un susseguirsi di scorci sempre diversi.

Qui ci si sente davvero fuori dal mondo, immersi in un ambiente primordiale, lontano da tutto e da tutti. Il silenzio, l’aria fresca e l’ampiezza degli spazi rendono la Gamle Strynefjellsvegen una delle strade più emozionanti percorse finora, una di quelle che giustificano da sole il viaggio in Norvegia on the road.

Raggiunta l’area di Stryn Sommerski, la strada inizia a scendere, tornante dopo tornante, regalando panorami sempre più ampi e spettacolari, fino a ricongiungersi nuovamente con la Rv15. Da qui, però, percorriamo il tratto a ritroso fino al bivio con la Fv63, in direzione Geiranger – Trollstigen.

Anche questo tratto di strada si rivela particolarmente suggestivo, con scorci alpini di grande impatto e, sullo sfondo, la cima innevata del Lodalskåpa, che con i suoi 2.083 metri di altitudine domina il paesaggio circostante. Pochi chilometri più avanti affrontiamo l’ultima deviazione della giornata: la salita al Dalsnibba.

Il Dalsnibba è una terrazza panoramica straordinaria, che offre una vista a 360 gradi su montagne, vallate e, soprattutto, su Geiranger e il suo celebre fiordo. Da quassù il panorama è semplicemente mozzafiato e permette di cogliere dall’alto la straordinaria bellezza di uno dei luoghi più iconici della Norvegia.

Riprendiamo quindi il cammino verso la meta finale della giornata, il Geirangerfjord, uno dei siti naturalistici più visitati del Paese. Insieme al Nærøyfjord, il Geirangerfjord è inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità UNESCO, riconoscimento che ne sottolinea l’eccezionale valore paesaggistico.

Una volta arrivati, ci sistemiamo al Geiranger Camping, scegliendo una piazzola con vista diretta sul fiordo. Purtroppo, per alcune ore, la vista è condivisa anche con le navi da crociera, presenza piuttosto impattante ma ormai abituale in questa zona così frequentata.

Nel pomeriggio ci dedichiamo alla scoperta del Geirangerfjord, scegliendo di viverlo dal suo elemento naturale: l’acqua. Partecipiamo infatti a un’escursione in gommone, che ci permette di avvicinarci alle famosissime cascate che caratterizzano il fiordo, offrendo una prospettiva unica e coinvolgente su uno degli scenari più iconici della Norvegia.

Day 10 | Eagle Road, Trollstigen e Atlantic Road

È la giornata dedicata a tre delle strade più spettacolari della Norvegia: la Strada delle Aquile (Eagle Road), la Trollstigen e la Strada Atlantica. Un itinerario ambizioso, che affrontiamo partendo di buon’ora per avere il tempo di gustare ogni chilometro di un percorso tra i più scenografici dell’intero viaggio.

Lasciamo Geiranger imboccando la Fv63 e iniziamo subito la salita verso Ørnesvingen, conosciuta come Eagle Road. In pochi minuti affrontiamo 11 tornanti che ci portano a 660 metri di quota.
La sosta panoramica è obbligatoria: da qui il Geirangerfjord si apre in tutta la sua bellezza, offrendo una prospettiva diversa e altrettanto impressionante rispetto a quella dal livello del mare.

Proseguiamo lungo la Fv63 fino a Eidsdal, dove ci imbarchiamo sul traghetto per attraversare lo Storfjord. Sbarcati a Linge, continuiamo sulla stessa strada verso un’altra icona del turismo norvegese: la Trollstigen.

Questa Strada Turistica Nazionale, inaugurata nel 1936, è celebre per i suoi 11 tornanti e per una pendenza che raggiunge il 9%. Fin dalla sua apertura è diventata una meta simbolo, capace di attirare viaggiatori da tutto il mondo.
Raggiunta la sommità, parcheggiamo e ci prendiamo il tempo necessario per osservare dall’alto la strada che serpeggia sotto di noi, ammirandola dalla terrazza panoramica che consente diversi punti di vista su uno dei tratti più fotografati della Norvegia.

La giornata non è ancora finita: ci attende la terza protagonista, la Atlantic Road (Atlanterhavsvegen). Un nastro d’asfalto che corre sull’oceano, collegando isole e isolotti tramite ponti arditi, spesso battuti dal vento e dalle onde.
È il modo perfetto per concludere una giornata intensa, che riassume l’essenza del viaggio on the road in Norvegia: ingegneria, natura estrema e panorami capaci di restare impressi a lungo.

Proprio ammirando e percorrendo questo tratto di costa, tra oceano e ponti sospesi, nasce in noi l’idea di stravolgere completamente l’itinerario. Inizialmente il programma prevedeva l’inizio della discesa verso sud, con destinazione Oslo, ma l’entusiasmo e la bellezza dei paesaggi norvegesi hanno avuto la meglio.

Quasi senza rendercene conto, decidiamo di proseguire verso nord, verso il Grande Nord, con un obiettivo ambizioso e affascinante: cercare di raggiungere l’arcipelago delle Lofoten. Una scelta istintiva, dettata dal momento, che aggiunge una nuova dimensione al nostro viaggio in Norvegia in camper.

Siamo consapevoli che il giorno successivo ci attende un lungo trasferimento, ma la voglia di continuare a esplorare supera qualsiasi esitazione. Per la notte ci fermiamo lungo la E6, in località Berkåk, presso un’area di sosta attrezzata per camper, dotata di elettricità, carico e scarico
(costo: 200 NOK).

Una sosta pratica e funzionale, perfetta per ricaricare le energie e prepararci alla nuova direzione intrapresa: il viaggio non sta andando verso la fine, ma verso una nuova, entusiasmante avventura.

Day 11 | Verso il Circolo Polare Artico

Il meteo non è dei migliori, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine e, considerando l’itinerario odierno, la cosa incide relativamente. La giornata è infatti dedicata quasi interamente al trasferimento: ci attendono circa 890 chilometri per raggiungere Bognes, da dove abbiamo deciso di imbarcarci per le isole Lofoten.

Un chilometraggio importante, forse persino eccessivo, soprattutto se si considerano i limiti di velocità norvegesi e i numerosi cantieri lungo la E6, l’arteria principale che attraversa il Paese da sud a nord. La guida richiede concentrazione e pazienza, ma il pensiero della meta finale aiuta a rendere più leggero il viaggio.

Intorno alle 19:00, dopo aver percorso quasi 650 chilometri, raggiungiamo il The Arctic Circle Centre, in località Saltfjellveien, nel cuore dell’area montuosa del Saltfjellet. Qui si trova uno dei punti simbolici del viaggio: il Circolo Polare Artico.

La fatica accumulata durante la giornata viene ripagata, non tanto dal luogo in sé – che, a onor del vero, offre poco più di un negozio di souvenir e un ristorante – quanto dal significato di essere arrivati fin qui. Trovarsi esattamente sulla linea del Circolo Polare Artico rappresenta una soglia simbolica: la porta d’accesso al Grande Nord.

È uno di quei momenti in cui il valore del viaggio non è dato da ciò che si vede, ma da ciò che si sente. La consapevolezza di aver raggiunto questo punto, così lontano da casa, dà un senso profondo a ogni chilometro percorso. Da qui in poi, il Nord non è più un’idea o una meta sulla mappa, ma una realtà che stiamo finalmente vivendo.

Day 12 | Il rientro

All’imbarco per le isole Lofoten mancherebbero poco più di 250 chilometri. Una distanza minima, soprattutto se rapportata a ciò che rappresentano: uno dei luoghi più iconici e desiderati di tutta la Norvegia. Eppure, proprio oggi, il nostro viaggio è costretto a fermarsi.

Il tour si conclude qui, anzitempo, e non ci resta che iniziare il rientro verso casa. Le Lofoten non erano inizialmente in programma, ma arrivare così vicini e vederle sfumare all’ultimo lascia inevitabilmente un velo di amarezza. È il prezzo da pagare quando si viaggia seguendo l’istinto: a volte si arriva lontanissimo, altre volte ci si ferma a un passo dal sogno.

Ma ogni viaggio insegna qualcosa. Questa volta abbiamo imparato che il Grande Nord non si improvvisa e che merita un itinerario dedicato, senza compromessi. Vorrà dire che le Lofoten diventeranno il cuore di un nuovo viaggio, pensato esclusivamente per esplorare le terre oltre il Circolo Polare Artico.

Per ora torniamo a casa con un bagaglio colmo di immagini, paesaggi ed emozioni, da custodire insieme ai ricordi di tanti altri viaggi che, uno dopo l’altro, trovano spazio nel nostro cuore. La Norvegia ci ha dato molto e, come spesso accade con i luoghi speciali, ci ha lasciato un motivo in più per tornare.

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