La Cornovaglia è una terra che invita a liberare la fantasia e l’immaginazione. Un luogo dove lasciarsi conquistare dalla forza primordiale delle sue coste, accarezzare dal vento che soffia incessante dall’Atlantico e dall’immensità del mare che accompagna ogni sguardo. È una regione in cui la natura domina il paesaggio, i sapori raccontano una tradizione autentica e la cordialità delle persone fa sentire il viaggiatore subito il benvenuto. È anche una terra ricca di storia, che affiora tra castelli, villaggi di pescatori, antiche miniere e siti archeologici, testimoni di un passato ancora profondamente vivo.
Se qualcuno mi chiedesse se consiglierei un viaggio in Cornovaglia, la risposta sarebbe senza esitazione sì. È una destinazione capace di sorprendere, emozionare e lasciare un ricordo autentico, tanto da essere diventata una delle esperienze di viaggio che porto con maggior piacere nel cuore.
La scelta di raggiungere questa regione dell’Inghilterra sud-occidentale è nata quasi per caso. Durante una ricerca sul web mi sono imbattuto in un articolo dedicato a una piccola località affacciata sull’oceano: St. Ives. Le fotografie delle sue spiagge, la luce particolare e l’atmosfera da villaggio di artisti hanno subito catturato la mia attenzione.
Da quel momento la curiosità ha preso il sopravvento. Ho iniziato ad approfondire la conoscenza del territorio, allargando progressivamente la ricerca a tutta la Cornovaglia, scoprendo una regione incredibilmente varia, fatta di scogliere spettacolari, baie nascoste, fari, castelli leggendari, giardini subtropicali e piccoli borghi ricchi di fascino. Più leggevo e più cresceva la voglia di partire, fino a trasformare quella semplice curiosità nel progetto del viaggio estivo.
L’itinerario che abbiamo costruito per i quindici giorni a disposizione permette di visitare gran parte delle località più rappresentative della regione, alternando paesaggi naturali, borghi marinari e luoghi ricchi di storia. Se però aveste la possibilità di dedicare qualche giorno in più a questa destinazione, il consiglio è di farlo: la Cornovaglia merita di essere vissuta senza fretta, concedendosi il tempo di percorrere sentieri costieri, fermarsi nelle piccole insenature, esplorare villaggi meno conosciuti e assaporare con calma il ritmo lento di questa terra.
Ora non resta che mettersi in viaggio.
Ripercorriamo insieme, giorno dopo giorno, questa splendida avventura lungo una delle coste più affascinanti d’Europa.

Giorno 1
Partiamo quasi puntuali, agganciamo la caravan e ci mettiamo in viaggio per affrontare il lungo trasferimento che ci porterà fino a Calais, punto di partenza della nostra avventura nel Regno Unito.
Il viaggio scorre senza particolari difficoltà, con il traffico sempre regolare e le immancabili soste per il rifornimento, il pranzo e qualche momento di relax prima di riprendere la strada.
Dopo diverse ore di guida arriviamo a Calais intorno alle 20:30. Considerando che il traghetto del mattino successivo partirà molto presto, decidiamo di trascorrere la notte direttamente di fronte alla biglietteria del porto.
La giornata è stata lunga e i chilometri percorsi si fanno sentire. Dopo aver preparato il necessario per la partenza del mattino e dato un’ultima occhiata ai documenti di viaggio, non resta che infilarsi sotto le coperte anche perchè la sveglia è fissata per le cinque del mattino.

Giorno 2
Come previsto, alle 5:30 del mattino ci presentiamo al check-in del porto di Calais. Dopo aver espletato tutte le formalità d’imbarco, alle 6:30 saliamo finalmente sul traghetto della P&O che ci porterà attraverso il Canale della Manica.
La giornata inizia con un cielo grigio, una leggera pioggia e un vento piuttosto sostenuto. Fortunatamente il mare è quasi completamente calmo e la traversata, della durata di circa novanta minuti, scorre piacevolmente. Dal ponte del traghetto si stagliano davanti ai nostri occhi le celebri White Cliffs of Dover, le maestose falesie di gesso bianco che da secoli rappresentano la porta d’ingresso dell’Inghilterra.
Sbarcati a Dover, arriva il momento di prendere confidenza con una delle principali differenze rispetto al continente: la guida a sinistra. Dopo aver impostato il navigatore, convertito mentalmente chilometri in miglia e iniziato a familiarizzare con i nuovi limiti di velocità e la segnaletica britannica, ci dirigiamo verso la prima vera tappa del nostro itinerario: Beachy Head.
Situato lungo la costa meridionale dell’Inghilterra, Beachy Head è il promontorio calcareo più alto del Paese, con pareti bianche che precipitano verticalmente nell’oceano da oltre 160 metri di altezza. Fa parte dello spettacolare tratto costiero delle Seven Sisters e rappresenta uno dei paesaggi più iconici dell’Inghilterra meridionale.
Ai piedi delle imponenti scogliere sorge il caratteristico faro a strisce bianche e rosse, Beachy Head Lighthouse, costruito nel 1902 su uno sperone roccioso per segnalare ai naviganti la pericolosità di queste coste. È uno dei fari più fotografati del Regno Unito e, visto dal vivo, si comprende immediatamente il motivo.
Le nuvole continuano a rincorrersi nel cielo, ma il tempo ci concede una tregua sufficiente per passeggiare lungo il bordo delle falesie e goderci il panorama. Il contrasto tra il bianco intenso della roccia, il verde dei prati e il blu del mare crea uno scenario di straordinaria bellezza. È il primo assaggio della costa inglese e, fin dai primi passi, capiamo che questo viaggio saprà regalarci paesaggi capaci di lasciare il segno.



Giorno 3
Lasciamo con un po’ di dispiacere il campeggio di Chichester, che si è rivelato una piacevole sorpresa, e riprendiamo il viaggio verso la Cornovaglia. Prima di addentrarci definitivamente nel sud-ovest dell’Inghilterra, però, ci concediamo una sosta in uno dei luoghi più spettacolari della Jurassic Coast: Lulworth Cove e Durdle Door.
Per il pernottamento scegliamo il Durdle Door Holiday Park, situato in una posizione estremamente comoda per raggiungere a piedi i principali sentieri panoramici della zona.
Poiché abbiamo ancora l’intero pomeriggio a disposizione, decidiamo di approfittarne per esplorare i dintorni. La prima meta è la suggestiva isola di Portland, collegata alla terraferma da un lungo tombolo di ciottoli e famosa per il suo scenografico faro di Portland Bill, uno dei simboli della costa meridionale inglese. Il promontorio, battuto dal vento e dalle onde dell’Atlantico, regala panorami spettacolari e rappresenta una tappa ideale per gli amanti della fotografia.
Terminata la visita, ci spostiamo nella vicina Weymouth, elegante cittadina balneare affacciata sulla Manica. Passeggiamo senza fretta lungo il porto, tra pub, locali e le caratteristiche case georgiane che si riflettono sull’acqua, respirando la vivace atmosfera di questa località di mare. La giornata si conclude nel modo più britannico possibile: seduti in un locale del centro davanti a una generosa porzione di fish & chips, il piatto simbolo della cucina inglese, perfetto per ricaricare le energie dopo un’altra intensa giornata di viaggio.






Giorno 4
Lulworth Cove è uno di quei luoghi che dal vivo riescono a superare ogni aspettativa. La sua caratteristica forma quasi perfettamente circolare, scavata nel corso di milioni di anni dall’azione del mare, crea un paesaggio unico nel suo genere. Le acque turchesi contrastano con le bianche scogliere calcaree e con il verde intenso delle colline circostanti, dando vita a uno scenario di rara bellezza.
Il nostro consiglio è quello di non limitarsi alla spiaggia, ma di raggiungere entrambi i punti panoramici che si trovano alle estremità della baia. Da lassù si può ammirare Lulworth Cove nella sua interezza, cogliendone perfettamente la particolare conformazione geologica e godendo di una vista davvero spettacolare.
Dopo il rientro al campeggio ci concediamo una meritata pausa pranzo e qualche ora di relax, prima di affrontare la seconda escursione della giornata.
Nel tardo pomeriggio raggiungiamo infatti Durdle Door, distante solo pochi minuti a piedi dal campeggio. Il celebre arco naturale di pietra, modellato dal mare nel corso di migliaia di anni, è uno dei simboli della costa meridionale inglese e uno dei luoghi più fotografati dell’intero Regno Unito. Osservarlo dall’alto della scogliera e poi scendere fino alla spiaggia permette di apprezzarne tutta la maestosità e la perfetta armonia con il paesaggio circostante.
Il vento, protagonista assoluto per tutta la giornata, soffia con grande intensità lungo le falesie, ma contribuisce anche a mantenere il cielo incredibilmente limpido, regalando colori vivi e una visibilità eccezionale.
Quella trascorsa tra Lulworth Cove e Durdle Door è stata senza dubbio una delle giornate più belle di questa prima parte del viaggio. Un’escursione che ci sentiamo di consigliare senza alcuna esitazione a chiunque decida di visitare la costa meridionale dell’Inghilterra.






Giorno 5
Riprendiamo il nostro viaggio e, dopo aver attraversato il ponte sul fiume Tamar nei pressi di Plymouth, facciamo ufficialmente ingresso in Cornovaglia. È un momento che aspettavamo da tempo: da qui in avanti inizia la parte centrale del nostro itinerario, quella che ci ha spinti a scegliere questa regione come meta delle vacanze estive.
La destinazione della giornata è il Tencreek Holiday Park, nei pressi della cittadina di Looe. Raggiungiamo il campeggio poco prima di pranzo e, dopo esserci sistemati nella piazzola, ci concediamo una pausa prima di ripartire alla scoperta della costa.
Nel pomeriggio raggiungiamo Polperro, uno dei villaggi di pescatori più caratteristici e fotografati della Cornovaglia. Arroccato lungo il piccolo estuario del fiume Pol, il paese conserva ancora oggi tutto il fascino delle sue origini marinare. Le strette viuzze acciottolate, le case bianche addossate le une alle altre e il piccolo porto protetto dalle scogliere creano un’atmosfera senza tempo, nella quale è piacevole perdersi passeggiando senza una meta precisa.
Il consiglio, però, è quello di non fermarsi al solo centro storico. Vale assolutamente la pena imboccare ancora una volta il South West Coast Path e risalire il sentiero che costeggia la scogliera. Dopo pochi minuti di cammino si raggiunge un magnifico punto panoramico dal quale si può ammirare Polperro dall’ingresso della baia. È probabilmente la vista più bella dell’intero villaggio, perfetta per qualche fotografia e per fermarsi qualche minuto ad ascoltare il rumore delle onde che si infrangono contro le rocce.
A pochi chilometri di distanza si trova Looe, una delle località balneari più rinomate della costa meridionale della Cornovaglia. Divisa in due dal fiume omonimo e collegata da un caratteristico ponte, conserva un porto ancora molto attivo e un vivace lungomare ricco di ristoranti, pub e piccoli negozi.
Decidiamo di trascorrere qui il resto della serata. Passeggiamo lungo il porto osservando una scena tipicamente inglese: approfittando della bassa marea, numerose famiglie sono impegnate nella tradizionale pesca dei granchi dai moli, tra secchi, lenze e l’entusiasmo dei bambini. È uno spaccato di vita quotidiana che contribuisce a rendere ancora più autentica l’atmosfera del luogo.
La giornata si conclude con una cena in uno dei tanti ristoranti affacciati sul porto, accompagnati dal lento via vai delle barche e dalla luce calda del tramonto che colora le acque dell’estuario. Il modo migliore per inaugurare il nostro viaggio nella splendida Cornovaglia.







Giorno 6
La giornata di oggi è dedicata principalmente al trasferimento verso la costa settentrionale della Cornovaglia, dove abbiamo deciso di stabilire la nostra base per i tre giorni successivi. Da qui partiranno infatti le escursioni che ci porteranno alla scoperta di alcuni dei luoghi più iconici della regione, primo fra tutti St. Ives.
Nel primo pomeriggio ci concediamo qualche ora di riposo in attesa che il cielo decida finalmente di regalarci una tregua. E, quasi a volerci chiedere scusa per la giornata complicata, accade l’inaspettato.
Le nuvole iniziano lentamente ad aprirsi, la pioggia smette di cadere e un sole luminoso illumina improvvisamente la costa.
Non perdiamo tempo e raggiungiamo St. Ives. È solo una prima visita, un assaggio di ciò che esploreremo nei giorni successivi, ma basta per capire perché questo piccolo borgo marinaro sia considerato uno dei luoghi più belli della Cornovaglia. La grande baia, la sabbia chiarissima, l’acqua dalle sorprendenti sfumature turchesi e le case che si arrampicano sul promontorio creano un colpo d’occhio davvero straordinario.
A volte basta un raggio di sole arrivato al momento giusto per trasformare completamente una giornata che sembrava destinata a essere ricordata soltanto per gli imprevisti.





Giorno 7
La prima meta della giornata è St Michael’s Mount, il piccolo isolotto dominato dal castello medievale che sorge di fronte alla cittadina di Marazion. Fin dalla partenza avevamo un obiettivo ben preciso: raggiungere l’isola percorrendo a piedi l’antica strada lastricata che emerge soltanto durante la bassa marea, un’esperienza che rende questo luogo ancora più suggestivo.
Purtroppo i tempi della marea non coincidono con il nostro arrivo e, quando raggiungiamo Marazion, buona parte del percorso è già stata nuovamente sommersa dal mare. Non ci resta quindi che affidarci alle piccole imbarcazioni che, con un servizio continuo di navetta, collegano la terraferma all’isola.
Il confronto con la più celebre Mont-Saint-Michel viene quasi spontaneo. L’originale francese rimane probabilmente insuperabile per imponenza e spettacolarità, ma St Michael’s Mount possiede un fascino tutto suo, più raccolto e autentico. Se state programmando un viaggio in Cornovaglia, è comunque una visita che merita assolutamente di essere inserita nell’itinerario.
Lasciata l’isola, ci spostiamo verso la penisola di Lizard, il punto più meridionale della Gran Bretagna. Prima di proseguire ci concediamo uno spuntino veloce con uno dei simboli gastronomici della Cornovaglia: il tradizionale Cornish Pasty, una fragrante sfoglia ripiena che rappresenta il pranzo ideale per chi è sempre in movimento.
La seconda tappa della giornata è Kynance Cove, considerata da molti la baia più spettacolare dell’intera Cornovaglia. Un breve sentiero conduce a una serie di punti panoramici dai quali la vista si apre sulle scogliere di serpentino verde, sulle piccole spiagge e sulle acque che, nelle giornate migliori, assumono incredibili sfumature caraibiche.
Purtroppo la natura oggi decide di mostrarci il suo volto più impetuoso. Il mare è particolarmente agitato e il vento soffia con forza lungo tutta la costa, alterando in parte i colori che avevamo immaginato di trovare. Eppure, proprio queste condizioni regalano uno spettacolo diverso ma altrettanto affascinante: onde gigantesche che si infrangono con violenza contro gli scogli, spruzzi che si alzano per metri e il rumore incessante dell’oceano che domina ogni altro suono.
Non era la cartolina che ci aspettavamo, ma è stata forse un’esperienza ancora più autentica. Perché la Cornovaglia non è soltanto spiagge da sogno e acque cristalline: è soprattutto una terra dove il mare mostra tutta la sua forza, ricordando al visitatore chi sia il vero protagonista di questi luoghi.




Giorno 8
Anche oggi il meteo decide di essere dalla nostra parte e ci regala una splendida giornata di sole, ideale per affrontare uno degli itinerari che più attendevamo. Il programma prevede quattro tappe molto diverse tra loro ma accomunate da un unico protagonista: l’oceano.
La prima destinazione è Porthcurno, una delle spiagge più famose e fotografate della Cornovaglia. Basta raggiungere il punto panoramico per capire immediatamente il motivo della sua fama. La sabbia bianchissima, l’acqua dalle incredibili sfumature turchesi e le alte scogliere granitiche che racchiudono la baia creano un paesaggio che ricorda più i Caraibi che il sud dell’Inghilterra.
Tra tutte le spiagge visitate fino a questo momento, Porthcurno è probabilmente quella che ci ha colpito maggiormente. Se amate trascorrere qualche ora al mare, questo è sicuramente uno dei luoghi in cui vale la pena fermarsi più a lungo. L’unico limite è rappresentato dalla temperatura dell’acqua che, anche in piena estate, resta decisamente fresca. Con una muta, però, nulla vieta di concedersi un tuffo nell’oceano.
A pochi passi dalla spiaggia si trova il celebre Minack Theatre, l’incredibile teatro all’aperto scavato nella roccia e affacciato direttamente sull’Atlantico. Purtroppo, al nostro arrivo, la struttura non è visitabile e dobbiamo quindi rinunciare a quella che sarebbe stata una delle tappe più particolari dell’intero viaggio.
Riprendiamo così la strada in direzione di Land’s End, il punto più occidentale dell’Inghilterra continentale. Dopo aver visitato lo scorso anno Cabo da Roca, in Portogallo, eccoci di nuovo davanti a uno di quei luoghi simbolici in cui sembra che la terra finisca davvero lasciando spazio soltanto all’immensità dell’oceano.
L’area è stata sviluppata in modo piuttosto turistico e commerciale, forse anche troppo, ma il fascino del luogo resta intatto. Le alte falesie, il panorama sconfinato sull’Atlantico e la sensazione di trovarsi ai confini occidentali della Gran Bretagna rendono questa tappa assolutamente imperdibile.
Dopo un pranzo veloce e qualche momento trascorso semplicemente ad ammirare il mare, raggiungiamo l’ultima meta della giornata: Botallack Mine.
Qui il paesaggio cambia completamente. Lasciamo alle spalle spiagge e promontori per immergerci nella storia mineraria della Cornovaglia. Percorriamo un tratto del South West Coast Path fino a raggiungere i suggestivi resti degli edifici minerari che sembrano aggrapparsi alle scogliere, sospesi tra la terra e l’oceano.
Tra il XVIII e il XIX secolo questa parte della Cornovaglia fu uno dei più importanti distretti minerari d’Europa grazie all’estrazione di rame, stagno e arsenico. Le miniere trasformarono profondamente il territorio e contribuirono in maniera determinante allo sviluppo della Rivoluzione Industriale britannica, esportando nel mondo tecnologie e competenze minerarie.
Oggi ciò che resta di quegli impianti racconta una storia fatta di fatica, ingegno e progresso. Non è un caso che, nel 2006, il paesaggio minerario della Cornovaglia e del Devon occidentale sia stato inserito nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO.
Prima di rientrare al campeggio ci concediamo un’ultima sosta a St. Ives. Se il giorno precedente l’avevamo scoperta con la bassa marea, questa volta la ritroviamo completamente trasformata dall’alta marea. Il porto si riempie d’acqua, le barche tornano a galleggiare e l’atmosfera cambia completamente, dimostrando ancora una volta quanto il ritmo delle maree sia capace di ridisegnare il volto delle località costiere della Cornovaglia.
È il modo perfetto per concludere una giornata intensa, ricca di paesaggi straordinari e di luoghi che raccontano, ciascuno a modo proprio, l’anima più autentica di questa magnifica regione.









Giorno 9
L’ultimo dei tre giorni dedicati alla costa occidentale della Cornovaglia ci porterà alla scoperta di alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi: Godrevy Lighthouse, St. Agnes, Wheal Coates Tin Mine e, per concludere, la piccola città di Truro.
La notte è stata accompagnata da una pioggia intensa, ma al nostro risveglio il cielo sembra volerci concedere un’altra possibilità. Le nuvole si diradano e, ancora una volta, il meteo decide di regalarci una giornata perfetta per esplorare la costa.
La prima tappa è Godrevy Lighthouse. È uno di quei luoghi che riescono a rappresentare perfettamente l’immagine della Cornovaglia che avevamo immaginato prima della partenza. Un lungo tratto di costa selvaggia, una spiaggia immensa di sabbia dorata, l’oceano che si perde all’orizzonte e, poco distante dalla riva, il piccolo faro che domina l’isolotto di Godrevy.
Passeggiare lungo la spiaggia e percorrere il sentiero costiero è un’esperienza estremamente rilassante. Il paesaggio cambia continuamente a seconda della luce e delle maree, regalando scorci che sembrano usciti da un dipinto. Se state programmando un viaggio in Cornovaglia, questa è una tappa che merita assolutamente di essere inserita nell’itinerario. Per noi rappresenta l’essenza stessa di questa regione.
Proseguiamo poi verso St. Agnes. Rispetto alle località visitate nei giorni precedenti, il borgo ci lascia sensazioni meno intense. Pur conservando il fascino dei piccoli villaggi costieri della Cornovaglia, non riesce a trasmetterci le stesse emozioni. L’angolo più suggestivo resta comunque la piccola baia affacciata sull’oceano, incorniciata dalle alte scogliere che caratterizzano questo tratto di costa.
Dopo un pranzo al sacco consumato all’interno dell’auto, reso necessario da un improvviso e violento temporale, riprendiamo il nostro itinerario raggiungendo Wheal Coates Tin Mine.
Bastano pochi minuti di cammino lungo il South West Coast Path per arrivare ai celebri edifici in pietra che sorgono a picco sull’oceano. È uno dei luoghi simbolo della Cornovaglia e probabilmente una delle immagini più riprodotte in libri, guide turistiche e calendari dedicati a questa regione.
Qui la storia industriale incontra uno degli scenari naturali più spettacolari dell’Inghilterra. Le antiche miniere di stagno sembrano sospese tra il verde intenso delle praterie e il blu profondo dell’Atlantico, creando un contrasto cromatico davvero straordinario. È facile capire perché questo luogo sia diventato una vera e propria icona della Cornovaglia.
Se potete scegliere il momento della visita, il consiglio è uno soltanto: tornateci al tramonto. La luce calda del sole che cala sull’oceano trasforma questo paesaggio in qualcosa di davvero magico.
L’ultima tappa della giornata è Truro, l’unica vera città della Cornovaglia. Passeggiamo senza una meta precisa tra le vie del centro storico, osservando negozi, caffetterie e gli eleganti edifici georgiani che caratterizzano la città. Purtroppo l’orario non ci permette di visitare l’interno della splendida cattedrale neogotica, uno dei simboli di Truro, e dobbiamo accontentarci di ammirarne l’imponente facciata dall’esterno.
Per concludere questi tre splendidi giorni trascorsi sulla costa occidentale torniamo ancora una volta a St. Ives. La cittadina riesce a conquistarci ogni volta con la sua atmosfera rilassata e la luce che cambia continuamente sul mare. Avremmo voluto dedicarle più tempo, ma ormai la giornata volge al termine.
Prima di cena ci sediamo su una panchina lungo Wharf Road, semplicemente osservando la baia, le barche e il lento ritmo della vita del porto. È uno di quei momenti che difficilmente si dimenticano e che, spesso, valgono quanto una visita.
Per la cena ci affidiamo all’istinto e scegliamo un piccolo locale al numero 57 di Fore Street. L’ambiente è semplice, accogliente e informale, il cibo ottimo e l’atmosfera piacevole. Una scelta nata quasi per caso che ci sentiamo senza dubbio di consigliare a chi visiterà St. Ives.







Giorni 10
Prima di lasciare definitivamente la Cornovaglia ci concediamo ancora un’ultima deviazione. Sarebbe stato un peccato ripartire senza visitare uno dei luoghi più iconici e leggendari della regione: Tintagel.
Arroccato su spettacolari scogliere a picco sull’Atlantico, questo piccolo borgo è indissolubilmente legato alla leggenda di Re Artù. Secondo la tradizione, proprio qui sarebbe nato il più celebre sovrano della mitologia britannica e ancora oggi le rovine del castello di Tintagel, costruito su un promontorio separato dalla terraferma, conservano un fascino capace di alimentare quell’alone di mistero che da secoli avvolge questo luogo.
Più che le rovine del castello, ciò che colpisce maggiormente è il contesto naturale. Le scogliere modellate dall’oceano, il ponte sospeso che collega i due versanti del promontorio, le onde che si infrangono con forza centinaia di metri più in basso e i continui giochi di luce sull’acqua rendono questa visita una delle più spettacolari dell’intero viaggio.
Vale la pena percorrere con calma tutti i sentieri panoramici, fermandosi più volte ad ammirare il paesaggio. Ogni punto di osservazione offre prospettive diverse e permette di comprendere perché Tintagel sia diventato uno dei simboli della Cornovaglia.
Con questa visita si chiude idealmente il nostro viaggio attraverso questa magnifica regione. Da qui in avanti inizierà il lungo trasferimento verso Dover e, successivamente, verso casa, portando con noi il ricordo di una terra che ha saputo sorprenderci ben oltre le aspettative.







Giorno 11
Il viaggio sta ormai volgendo al termine. Lasciata alle spalle la Cornovaglia, ci dirigiamo verso quella che rappresenta l’ultima grande tappa del nostro itinerario prima del rientro: Stonehenge.
La giornata si presenta con un cielo completamente coperto. Le nuvole accompagnano il nostro trasferimento, ma fortunatamente la pioggia decide di concederci una tregua proprio durante la visita, permettendoci di esplorare il sito con calma.
Ci sono luoghi che, per la loro fama, alimentano aspettative enormi. Stonehenge è sicuramente uno di questi. Forse proprio per questo motivo è difficile descrivere con precisione le sensazioni che si provano trovandosi davanti ai suoi celebri megaliti. L’immaginazione costruita negli anni attraverso fotografie, documentari e racconti può rendere il primo impatto meno sorprendente di quanto ci si aspetti.
Eppure, una volta superata questa prima impressione, è impossibile non lasciarsi affascinare dal mistero che avvolge questo luogo.
Il grande cerchio di enormi blocchi di pietra, eretto oltre quattromila anni fa, continua ancora oggi a interrogare archeologi e studiosi. Nel corso dei secoli sono state formulate numerose ipotesi sulla sua funzione: tempio religioso, luogo cerimoniale, calendario astronomico o osservatorio preistorico capace di seguire i movimenti del Sole e della Luna. Qualunque sia la verità, Stonehenge conserva intatto il suo fascino e rappresenta uno dei siti archeologici più enigmatici al mondo.
Pur non essendo riuscito a emozionarmi quanto immaginavo, ritengo comunque che la visita sia un passaggio obbligato per chiunque percorra questa parte dell’Inghilterra. Alcuni luoghi vanno visti almeno una volta nella vita, indipendentemente dalle aspettative personali, e Stonehenge appartiene senza dubbio a questa categoria.



Giorno 12
L’ultima giornata nel Regno Unito è dedicata al trasferimento verso Dover, da dove domani mattina ci imbarcheremo per il rientro sul continente.
Per salutare come si deve l’Inghilterra decido di preparare una ricca colazione tipicamente inglese. Dopo tanti chilometri percorsi e tanti luoghi scoperti, ci sembrava il modo migliore per chiudere questa splendida esperienza sull’isola.
Nel primo pomeriggio raggiungiamo l’Hawthorn Farm Campsite & Holiday Park, situato a Martin Mill, a soli dieci minuti dal terminal dei traghetti di Dover. La posizione è davvero strategica per chi deve affrontare una partenza molto presto al mattino: il campeggio permette infatti di uscire in qualsiasi orario senza particolari limitazioni, rendendolo una soluzione estremamente comoda per l’ultima notte di viaggio. Se state pianificando un itinerario simile, è sicuramente una struttura da tenere in considerazione.

Giorno 13
Raggiungiamo il terminal di Dover con un certo anticipo rispetto all’orario previsto e, con nostra piacevole sorpresa, veniamo imbarcati sul traghetto precedente. Un piccolo colpo di fortuna che ci permette di anticipare la partenza e di raggiungere Calais già intorno alle 9:30 del mattino.
Da qui inizia il lungo viaggio di ritorno verso l’Italia.
Il programma iniziale prevedeva due giornate di trasferimento, con una sosta in Francia per trascorrere la notte. Ma, chilometro dopo chilometro, il traffico resta sempre scorrevole, la stanchezza è contenuta e la voglia di rientrare a casa prende lentamente il sopravvento. Così, quasi senza accorgercene, decidiamo di proseguire.
Le ore scorrono accompagnate dai ricordi ancora vivissimi delle ultime due settimane: le alte scogliere battute dal vento, i piccoli villaggi di pescatori, i fari, le spiagge dalle acque turchesi, le antiche miniere affacciate sull’oceano e quei sentieri costieri che ci hanno regalato alcuni dei panorami più belli del viaggio.
La Cornovaglia si è rivelata una delle destinazioni più sorprendenti che abbiamo visitato negli ultimi anni. Una meta scelta quasi per caso, nata da un semplice articolo trovato sul web e trasformata, giorno dopo giorno, in un’esperienza capace di superare ogni aspettativa.
Miglio dopo miglio questa terra ci ha conquistati con la forza della sua natura, con l’alternarsi continuo di scogliere, baie, spiagge e villaggi sospesi tra mare e storia. Un luogo dove il vento, l’oceano e la luce diventano parte integrante del paesaggio e riescono a rendere ogni giornata diversa dalla precedente.
Se amate i grandi spazi, le coste selvagge, i fari, i sentieri panoramici e quei viaggi in cui il paesaggio è il vero protagonista, la Cornovaglia è una destinazione che merita senza alcun dubbio di essere scoperta.
Per noi è stata una bellissima sorpresa. E siamo certi che, prima o poi, ci torneremo.
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bei posti intrisi da una tristezza felice.
Concordo, un clima e non solo metereologico, tutto particolare ma decisamente affascinante.