Viaggi · 30/08/2015

Andalusia: tradizione e storia

Se non sapete dove andare nelle prossime vacanze, fidatevi, scegliete l’Andalusia come destinazione. Per noi è la seconda volta nel sud della Spagna e per la seconda volta si è trattato di un viaggio speciale e che resterà a lungo nella nostra memoria. Ho redatto per voi un diario della vacanza cercando di darvi le informazione principali di quello che è stato il nostro itinerario, poi, come sempre, sarete voi a personalizzarvelo secondo le vostre esigenze.

Martedì 4 agosto – 1.000 km ca.
Dopo l’incidente di Pasqua, che aveva letteralmente distrutto la nostra roulotte, mai avrei pensato di ritrovarmi, a distanza di pochi mesi, seduto davanti a una tastiera a raccontare un nuovo viaggio. E invece, contro ogni aspettativa, il destino – e soprattutto Fustinoni Sport – hanno deciso diversamente. Lunedì 3 agosto arriva la nuova caravan e, come in una perfetta tabella di marcia rispettata fino all’ultimo dettaglio, il giorno successivo possiamo finalmente dare il via al Tour 2015, destinazione Andalusia.

La sveglia suona quando è ancora notte fonda. Alle 04:30, puntuali, partiamo in direzione del confine italo-francese. Quest’anno seguiamo un itinerario leggermente diverso dal solito: attraverseremo il confine dal passo del Monginevro, scelta che ci permetterà di evitare sia pedaggi proibitivi sia l’affollata Costa Azzurra. Una decisione pratica, ma anche piacevole dal punto di vista paesaggistico.

La prima giornata di viaggio è, come da tradizione, la più impegnativa. L’entusiasmo è quello di sempre e, senza troppi compromessi, affrontiamo una lunga tirata da oltre mille chilometri. Dopo 1007 km, intorno alle 19:00, raggiungiamo Castelldefels, appena oltre Barcellona. Il campeggio che avevamo individuato in fase di pianificazione, il 3 Estrellas, è al completo, ma troviamo facilmente posto poco distante, al Camping Estrella de Mar.

Per questa sera non chiediamo altro: una cena veloce, una doccia rigenerante e un letto su cui crollare dopo circa 15 ore di viaggio. Le soste lungo il percorso non sono mancate: colazione dopo Briançon, pranzo nei dintorni di Montpellier e le consuete fermate tecniche per i rifornimenti. Ora è tempo di riposare: l’Andalusia ci aspetta.Mercoledì 5 agosto – 370 km ca.
Lasciamo Castelldefels e proseguiamo verso sud con destinazione Valencia. Raggiungiamo la meta nel primo pomeriggio e decidiamo per il camping Coll Vert [N 39 23 47 – W 0 19 58 – WiFi free reception] Pranzo e primo bagno nelle acque iberiche. Spiaggia discutibile ed acque torbide che nascondono anche le meduse. Decidiamo quindi per un bagno in acque più tranquille direttamente in piscina.

Giovedì 6 agosto
La terza giornata del nostro viaggio è interamente dedicata alla scoperta di Valencia. Lasciamo il campeggio di buon mattino e ci dirigiamo verso il centro città. Prima tappa all’ufficio del turismo, dove raccogliamo le informazioni necessarie e definiamo l’itinerario della giornata.

La visita inizia dalla Cattedrale di Valencia, affacciata su Plaza de la Reina. Da qui è possibile salire sul campanile, un’esperienza consigliata: dall’alto si gode di una splendida vista che abbraccia l’intera città fino al mare. Scendendo, ci perdiamo tra i vicoli e le piazzette del centro storico, passeggiando senza fretta tra edifici antichi, architetture liberty, art déco e costruzioni moderne che, a Valencia, convivono in un equilibrio sorprendente.

Proseguendo l’itinerario incontriamo le due torri gemelle, un tempo parte integrante delle antiche mura cittadine, e non può mancare una sosta all’arena, simbolo della tradizione locale.

Prima di rientrare in campeggio, ultima tappa obbligata alla Città delle Arti e delle Scienze, dove ci concediamo le immancabili foto di rito: un contrasto affascinante tra passato e futuro che rappresenta perfettamente l’anima di Valencia.

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Venerdì 7 agosto – 570 km ca.
Dopo la sosta a Valencia riprendiamo il viaggio in direzione Granada, dove per il giorno successivo abbiamo già in programma una delle visite più attese dell’intero tour: l’Alhambra. Nel pomeriggio raggiungiamo il Camping Motel Sierra Nevada, una struttura che si rivela subito all’altezza delle aspettative: ampi spazi e una posizione strategica, ideale come base per esplorare la città.

Arriviamo a Granada nel primo pomeriggio, ci sistemiamo con calma e veniamo accolti da un improvviso temporale, che ci costringe a rimandare momentaneamente ogni uscita. Approfittiamo della pausa forzata per rilassarci, aspettando che la pioggia conceda tregua.

Quando il cielo finalmente si apre, decidiamo di dedicare la serata a uno dei quartieri più suggestivi della città: l’Albaicín. Tra vicoli e scorci carichi di atmosfera, la serata si conclude nel migliore dei modi, con una cena tipica accompagnata da uno spettacolo di flamenco, perfetta introduzione alla magia andalusa che ci attende il giorno seguente.

Sabato 8 agosto
È finalmente il giorno dedicato alla visita dell’Alhambra, prenotata dall’Italia con ingresso fissato per le ore 15:00. Come nostra consuetudine, iniziamo la giornata passando dall’ufficio turistico, dove ritiriamo una mappa della città e qualche indicazione utile. La mattinata è quindi dedicata alla scoperta del centro storico, seguendo l’itinerario suggerito.

Per il pranzo ci fermiamo in uno dei tanti locali del centro: cerveza e tapas sono la scelta ideale, informale e perfettamente in linea con l’atmosfera andalusa. Nel primo pomeriggio raggiungiamo la fortezza in autobus, soluzione comoda e pratica. Ritirati i biglietti e le audioguide, ha inizio la visita tanto attesa.

Il meteo non è dei migliori: cielo coperto e qualche goccia di pioggia intermittente accompagnano il nostro percorso. Se da un lato queste condizioni rendono la visita più agevole, evitandoci ore sotto il sole e temperature impegnative, dall’altro penalizzano leggermente l’esperienza dal punto di vista cromatico, smorzando i colori e le luci del complesso.

La visita richiede tempo: è bene mettere in conto almeno tre ore abbondanti per godere appieno degli spazi, dei palazzi e dei giardini. Terminato il percorso, abbiamo ancora modo di passeggiare senza fretta tra le vie del centro, curiosando tra i numerosi negozi.

Prima di rientrare in campeggio tentiamo l’ultima, immancabile tappa: risaliamo all’Albaicín per ammirare l’Alhambra al tramonto. Purtroppo, proprio mentre raggiungiamo il Mirador, il meteo cambia nuovamente, negandoci lo spettacolo finale. Un piccolo rammarico, compensato però dall’intensità della giornata appena trascorsa.

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Domenica 9 agosto – 170 km ca.

Lasciamo Granada e riprendiamo il viaggio verso sud, in direzione della costa. L’obiettivo è raggiungere la zona di Marbella e trovare un campeggio di appoggio lungo il mare, da utilizzare come base per la visita a Ronda prevista per il giorno successivo.

La scelta cade sul Camping Marbella Playa. Va detto subito: non è il tipo di struttura che rientra nella nostra idea di campeggio. Nel complesso potrebbe anche risultare funzionale, ma l’ambiente è dominato da un fitto agglomerato di stanziali, con recinzioni, box auto, teloni di copertura, gazebo, antenne e parabole praticamente ovunque. Un contesto che toglie molto al senso di libertà che cerchiamo quando viaggiamo in caravan.

La nota positiva, però, c’è ed è importante: la spiaggia e il mare, facilmente accessibili e piacevoli. Considerando che la nostra permanenza è limitata a una sola notte, decidiamo di non fare troppo i sofisticati e di goderci comunque ciò che il luogo offre.

Una segnalazione utile per chi dovesse scegliere questa struttura: attenzione alla strada di accesso al campeggio. In presenza di parcheggi selvaggi su entrambi i lati, la carreggiata si restringe notevolmente, trasformandosi di fatto in una strada a senso unico, con inevitabili e poco piacevoli manovre in retromarcia.

Il pomeriggio scorre in totale relax tra spiaggia e mare. Prima di cena ci concediamo un salto a Marbella per una cerveza, immancabilmente accompagnata da tapas, e rientriamo poi in campeggio per la serata.

Lunedì 10 agosto
La giornata odierna è dedicata interamente alla visita di Ronda. In poco più di un’ora di viaggio raggiungiamo la città, parcheggiamo all’inizio della zona pedonale e iniziamo subito l’esplorazione.

Come da nostra consuetudine, la prima tappa è l’ufficio del turismo, utile per orientarci e definire l’itinerario. Da qui ci dirigiamo verso l’arena di Ronda, una delle più antiche e celebri di tutta la Spagna, testimonianza di una tradizione profondamente radicata nella storia locale. Proseguiamo poi con la visita della Ciudad, la città vecchia, un dedalo di viuzze e scorci caratterizzati dalle tipiche case imbiancate a calce.

Ultima tappa, ma sicuramente la più spettacolare, il Puente Nuevo, che domina la profonda gola del Tajo e collega la città vecchia con la parte più moderna di Ronda. Un luogo capace di lasciare senza parole, sia per l’imponenza della struttura sia per il panorama vertiginoso che si apre sotto i nostri occhi.

Per il pranzo scegliamo El Morabito, un ristorante con terrazza affacciata direttamente sulle scogliere di Ronda. Il panorama è straordinario e le tapas, ben curate e gustose, completano perfettamente l’esperienza.

Il tempo a Ronda vola letteralmente. Ce ne accorgiamo quando, nel tardo pomeriggio, riprendiamo la strada verso il campeggio. Giusto il tempo per una doccia, la cena e un po’ di riposo: domani si riparte, direzione sud-ovest.

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Martedì 11 agosto – 110 km ca.
Lasciamo con soddisfazione il “villaggio” e riprendiamo la marcia in direzione Cadice. L’idea iniziale è quella di avvicinarci alla città per poi esplorare con calma tutta la zona circostante. Tuttavia, strada facendo, una deviazione diventa inevitabile: una volta raggiunta Tarifa, decidiamo di concederci una sosta, anche solo per una notte, per visitare la cittadina situata sulla punta più meridionale della Spagna.

Poco fuori Tarifa, lungo la strada costiera, incontriamo il Camping Río Jara, orgogliosamente definito el más meridional de Europa. La struttura gode di un accesso diretto a una spiaggia immensa, affacciata sull’Oceano Atlantico, ed è un vero paradiso per gli amanti di windsurf e kiteboard, che qui trovano condizioni ideali praticamente tutto l’anno.

Nel pomeriggio ci addentriamo nel centro storico di Tarifa, perdendoci nel reticolo di strette stradine tra le tipiche case imbiancate, ultimo avamposto spagnolo prima del Marocco. L’atmosfera è rilassata e suggestiva; per chi ama la vita notturna, Tarifa offre sicuramente un volto diverso dopo il tramonto, grazie ai numerosi locali che animano le serate.

Rientrati in campeggio, chiudiamo la giornata con una piacevole passeggiata sulla spiaggia, ammirando le evoluzioni dei kiteboard sospesi tra cielo e mare, in uno scenario che segna simbolicamente il confine tra Mediterraneo e Atlantico.

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Mercoledì 12 agosto – 110 km ca.
Lasciamo Tarifa e ci trasferiamo verso Cadice, scegliendo come base il Camping Playa Las Dunas, situato a El Puerto de Santa María. Anche in questo caso decidiamo di sfruttare il pomeriggio per una prima visita della città.

Prima di pranzo ci concediamo un assaggio della spiaggia di fronte al campeggio, decisamente invitante dal punto di vista paesaggistico; peccato solo che il mare non sia altrettanto convincente. Dopo pranzo, consumato comodamente sotto la nostra veranda, ci mettiamo in marcia verso Cadice, dirigendoci nella zona del porto turistico.

Il campeggio non è particolarmente vicino al centro città, ma avendo l’auto a disposizione le distanze diventano relative. Parcheggiamo senza difficoltà e, come da nostra consuetudine, iniziamo la visita non prima di una sosta alla locale Oficina de Turismo, utile per orientarci.

Cadice è suddivisa in quattro quartieri; partiamo dal Barrio del Pópulo, dove si trova anche la cattedrale, per poi proseguire lungo le vie della città senza un percorso prestabilito. Ci lasciamo guidare dall’istinto e dalle suggestioni del momento, tra piazze, vicoli e scorci di vario genere che raccontano l’anima autentica della città.

Per avere una visione d’insieme e comprendere meglio l’estensione urbana, scegliamo infine di salire sulla Torre Tavira, dalla quale si gode di un panorama a 360° sull’intera città: una prospettiva ideale per chiudere la giornata con uno sguardo dall’alto su Cadice.

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Giovedì 13 agosto – 125 km ca.
Lasciamo El Puerto de Santa María, che avrebbe meritato almeno una visita serale, considerando i numerosi locali che animano le vie centrali, e iniziamo a risalire la penisola. Destinazione di questo trasferimento: Siviglia, una meta quasi obbligata e particolarmente comoda per chi, come noi, ha un’auto a disposizione.

La scelta ricade sul Camping Villsom. Troviamo subito una piazzola su misura, ci sistemiamo con calma e ne approfittiamo per concederci un tuffo rinfrescante nella piscina del campeggio. Qualche momento di relax, tra una visita e un trasferimento, è sempre benvenuto e contribuisce a mantenere il giusto equilibrio del viaggio.

Subito dopo pranzo partiamo alla scoperta di Siviglia, città che si rivelerà una piacevole sorpresa, al punto da convincerci a prolungare la permanenza di un giorno rispetto al programma iniziale. Le cose da vedere non mancano: la Cattedrale, con l’imperdibile salita sulla Giralda; l’Alcázar, sicuramente meritevole di visita; la Plaza de Toros con la sua arena; il Barrio de Santa Cruz, antico ghetto ebraico (Judería); la monumentale Plaza de España e il moderno Metropol Parasol.

E poi c’è tutto ciò che circonda questi luoghi: l’atmosfera, i colori, la vita che anima Siviglia sia di giorno che di notte. Una sensazione di piacevole sorpresa che non ci aspettavamo e che rende questa tappa una delle più riuscite del viaggio.

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Domenica 16 agosto – 140 km. ca.
Salutiamo anche Siviglia e partiamo verso l’ultima tappa andalusa della vacanza, con destinazione Córdoba. Per il pernottamento scegliamo il Camping El Brillante, una struttura tranquilla, dotata di una bella piscina, sempre gradita dopo giornate intense di visite.

Arriviamo in mattinata e, una volta sistemati, ripartiamo subito in direzione del centro città. Il programma della giornata prevede la visita della Mezquita, vero simbolo di Córdoba. Giunti sul posto scopriamo però che l’accesso è consentito solo dopo le 15:00, così decidiamo di sfruttare il tempo a disposizione per esplorare l’intricato reticolo di vicoli della Judería.

Passeggiando tra scorci suggestivi, ne approfittiamo per scattare qualche foto al celebre Ponte Romano, sotto il quale scorre il Guadalquivir fin dai primi anni del I secolo a.C., e per fermarci a pranzo in uno dei tanti locali della zona. Inutile dirlo: anche qui il menù è a base di cerveza e tapas, ormai una piacevole costante di questa vacanza.

Nel pomeriggio arriva finalmente il momento della visita alla Mezquita, che riesce ad avere su di noi lo stesso, potente impatto della prima volta, vissuta 21 anni fa. Un’emozione che non si attenua con il tempo.

Terminata la visita, ci concediamo ancora qualche passo nella Judería, tra vicoli, piazzette e negozi di souvenir. Avremmo potuto aggiungere anche l’Alcázar al programma, ma tra la lunga coda e la stanchezza accumulata decidiamo di rimandare.

Rientriamo quindi in campeggio per chiudere la giornata nel modo migliore: bagno in piscina, cena e una meritata dormita. Il giorno successivo ci attende infatti un trasferimento impegnativo.

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Lunedì 17 agosto – 658 km ca.
Con questo trasferimento salutiamo definitivamente l’Andalusia e riprendiamo la strada in direzione nord. La sosta è programmata nei dintorni di Peñíscola, località costiera situata tra Valencia e Barcellona, scelta come tappa intermedia per spezzare il lungo rientro.

Per il pernottamento ci sistemiamo al Camping La Volta. Non ricordiamo le coordinate esatte, ma è facilmente individuabile seguendo le indicazioni per il Camping Los Pinos: si trova lungo la stessa strada, poco prima di arrivare a quest’ultimo. La struttura dispone di Wi-Fi gratuito in reception e di una piscina, sempre apprezzata dopo una giornata di trasferimento.

Una tappa di passaggio, utile per ricaricare le energie e prepararsi alle successive ore di guida, lasciandoci alle spalle il sud della Spagna e iniziando idealmente il viaggio di ritorno.

Martedì 18 agosto – 205 km ca.
Ripartiamo nuovamente, questa volta con destinazione Barcellona, dove prevediamo di fermarci quasi due giorni per visitare la capitale catalana. Arriviamo in mattinata accompagnati da un temporale insistente, che non tarda a condizionare l’inizio della nostra permanenza.

Ci sistemiamo al Camping 3 Estrellas
(N 41°16′20″ – E 2°02′34″, Wi-Fi a pagamento), con una piazzola fronte spiaggia che, in altre condizioni, sarebbe stata perfetta. Purtroppo il maltempo non concede tregua: giusto il tempo di sistemarci con calma e poi di nuovo pioggia battente. Non resta che rifugiarci in roulotte, in attesa di un miglioramento.

La pausa forzata si prolunga fino a mezzogiorno; decidiamo quindi di pranzare e affidarci alle previsioni, che annunciano schiarite nel pomeriggio. Verso le 14:00, finalmente, la pioggia smette. Partiamo immediatamente in direzione del centro città e parcheggiamo nei pressi della Sagrada Família.

L’idea iniziale è quella di visitare la celebre cattedrale, ma arriva la sorpresa: ingressi esauriti. Sarebbe possibile riprovare il giorno successivo, ma solo acquistando i biglietti esclusivamente online. Tentiamo la procedura, ma alla fine desistiamo. Un vero peccato: dobbiamo accontentarci di ammirare la Sagrada Família solo dall’esterno, esperienza piuttosto frustrante considerando l’importanza del monumento.

Ammetto che la visita di Barcellona non è stata programmata come si dovrebbe. Abituati a città più raccolte e a misura d’uomo, ci troviamo inizialmente un po’ spaesati di fronte alle dimensioni e alla complessità della capitale catalana. Una giornata nata storta, segnata prima dal maltempo e poi dalla mancata visita alla cattedrale.

Decidiamo quindi di affidarci al metodo che più volte ci ha aiutato durante il viaggio: sosta all’ufficio del turismo, mappa alla mano, e pianificazione più accurata della giornata successiva, focalizzandoci su alcuni luoghi ben definiti da visitare.

Mercoledì 19 agosto
Raggiungiamo Plaza de España in auto e, da qui, sfruttando la metropolitana, ci spostiamo verso alcune delle opere più iconiche di Gaudí. Prima tappa La Pedrera, seguita da Casa Batlló. Per quest’ultima avremmo voluto visitare anche gli interni, ma a Barcellona, almeno per quanto riguarda le visite, la fortuna non sembra essere dalla nostra parte.

Proseguiamo quindi verso Plaza de Catalunya e da qui imbocchiamo la celebre Rambla. Inizia a farsi sentire un certo languorino e, una volta raggiunto il Mercat de la Boqueria, la tentazione è irresistibile. Tra banchi di ogni tipo e una varietà impressionante di cibi, troviamo subito qualcosa che faccia al caso nostro. È una sorta di street food che non è solo da gustare, ma anche da osservare: colori, profumi e confusione fanno parte dell’esperienza.

A stomaco pieno riprendiamo il nostro giro, raggiungiamo Plaza Reial e da qui ci inoltriamo nel Barrio Gótico. Cammina, cammina, cammina, tra vicoli e scorci suggestivi, torniamo nuovamente in Plaza de Catalunya.

Decidiamo di rinunciare alla visita del Camp Nou e, ancora una volta, prendiamo la metropolitana per raggiungere il Parc Güell. Dal mirador ci godiamo una splendida vista panoramica su Barcellona; il resto, come spesso accade in questa città, è tutto da scoprire passo dopo passo.

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Giovedì 20 agosto – 615 km ca.
Inizia l’operazione rientro. Lasciamo Barcellona con la promessa di tornare, magari per una vacanza interamente dedicata alla città, e riprendiamo la strada verso nord. Chilometro dopo chilometro risaliamo la penisola e, poco prima di raggiungere Sisteron, deviamo in direzione Digne-les-Bains, dove decidiamo di effettuare l’ultima sosta prima del rientro in Italia.

Sabato 22 agosto – 395 km ca.
Come all’andata, anche per il rientro scegliamo di attraversare il passo del Monginevro. Proprio sul colle ci fermiamo per la pausa pranzo, un’ultima sosta significativa prima di chiudere definitivamente il viaggio.

Nel pomeriggio raggiungiamo finalmente casa. Il contachilometri segna 4.985 km: tanti numeri che raccontano strade percorse, luoghi scoperti, emozioni vissute e la consapevolezza di aver portato a termine, non senza difficoltà iniziali, un viaggio intenso e memorabile.

Conclusioni:

È stata una vacanza pienamente in linea con le aspettative, nata dal desiderio di ripercorrere, a distanza di 21 anni, il tour del nostro viaggio di nozze. Città dopo città, tappa dopo tappa, i ricordi di quell’esperienza riaffioravano: inizialmente un po’ sbiaditi, quasi timidi, per poi tornare sempre più vividi e nitidi, accompagnandoci lungo tutto il percorso.

Uno dei principali dubbi alla vigilia riguardava il caldo, ma, fatta eccezione per Valencia, le temperature si sono rivelate più che sopportabili e, in alcuni casi, persino inferiori alle previsioni. Un aspetto che ha reso il viaggio ancora più piacevole e meno impegnativo del previsto.

Se avete la possibilità di affrontare lunghe distanze e state valutando un tour in questa zona della Spagna, il consiglio è semplice: fatelo. L’Andalusia e le città attraversate lungo il percorso sapranno affascinarvi, sorprendervi e, probabilmente, invitarvi a tornare, proprio come è successo a noi.


Un po’ di numeri:

Km complessivi percorsi 4985
Durata 19 gg
Campeggi utilizzati: 10
Costo totale campeggi euro 933,00
Costo totale carburante euro 553,00 (media 10,8 km/l)
Costo totale pedaggi euro 231,00
Costo totale visite e parcheggi 300,00