Comacchio, la piccola Venezia.

Visitare Comacchio è un po’ come fare un viaggio tra storia e natura, grazie ai suoi monumenti, ponti, canali ed ai sapori dei piatti della cucina locale che potete assaporare nelle numerose trattorie tipiche.
Partiamo dal simbolo di Comacchio, il Ponte Pallotta, meglio conosciuto come Trepponti. Questo ponte, risalente al 1638, era la porta della città in quanto il canale sottostante conduceva al mare Adriatico.

Trepponti

Scendendo dalla scalinata centrale del ponte si imbocca Via della Pescheria con l’omonimo edificio sulla destra ad angolo, oggi sede di mostre temporanee d’arte. Proseguendo su questa strada fino alla fine, incontriamo sulla sinistra il Ponte degli Sbirri (o Ponte della Ca’). Adiacente al ponte ecco sulla sinistra Palazzo Bellini risalente alla seconda metà dell’Ottocento, oggi sede della biblioteca civica. Dalla parte opposta, proprio di fronte al palazzo troviamo il Settecentesco Ospedale degli Infermi, una splendida struttura in stile neoclassico oggi sede del nuovissimo Museo Delta Antico.

Palazzo Bellini
Ospedale degli Infermi

Tornando verso il ponte degli Sbirri imbocchiamo via Fogli fino ad arrivare alla Torre Civica detta anche torre dell’orologio, eretta nella prima metà del XIX secolo e situata proprio di fianco alla Loggia del Grano un edificio eretto come deposito granario dei poveri e ancora oggi uno dei simboli della città.

Torre Civica
Loggia del grano

Prima di proseguire non ci facciamo mancare l’occasione di provare l’anguilla e lo facciamo presso La Bottega di Comacchio dove acquistiamo un tipico panino d’asporto con anguilla marinata e trevisana. Sicuramente da provare ma continuao a sostenere che non sia sicuramente una delle specialità alla quale difficilmente riuscirei a resistere, anzi.

Dalla Loggia del Grano, percorrendo via Ugo Bassi ci dirigiamo verso la Cattedrale di San Cassiano. Le antiche origini della diocesi sono incerte, una lapide conservata in sacrestia attribuisce al 708 l’anno di fondazione della prima cattedrale romanica dedicata al santo, mentre l’attuale, progettata dall’architetto romano Angelo Cerruti è stata consacrata nel 1740. Sempre nella piazza sul fianco del duomo si innalza poi la Torre Campanaria, opera del veneziano Giorgio Fossati.

Cattedrale di San Cassiano

Poco distnate dal Duomo, percorrendo Via Mazzini incontriamo il famoso Loggiato dei Cappuccini, 143 archi sostenuti da altrettante colonne capace di dar vita ad un qualcosa di suggestivo e meritevole di qualche scatto fotografico.

Loggiato dei Capuccini


Proprio sotto il porticato potete accedere all’antica Manifattura dei Marinati che rappresenta un pezzo importante della storia di Comacchio, perché ha rimesso in moto l’intero ciclo di lavorazione delle anguille e delle acquadelle. In questo edificio vengono lavorate e marinate le anguille pescate nelle Valli di Comacchio, secondo un processo antichissimo rimasto inalterato nel tempo: la fabbrica è ancora attiva in alcuni mesi dell’anno.

Manifattura dei Marinati

Si inizia in una sala al primo piano con sedie e proiettore, dove il visitatore può vedere alcuni filmati storici sulla vita dei Comacchiesi e sul loro legame con la pesca delle anguille. In seguito si scende al piano terra e si arriva nella Calata o Fossa, dove arrivavano le barche cariche di anguille e di altre tipologie di pesci pronte per essere lavorate.
Successivamente, si giunge al cuore della struttura, la spettacolare Sala dei Fuochi, nella quale si trovano dodici grandi camini e dove si può percepire nell’aria il profumo delle anguille in lavorazione.
Infine si visita la Sala degli Aceti, conservata come era in origine, contenente tini e botti.

Recuperiamo il camper e ci dirigiamo verso Bettolino di Foce. Sosta pranzo presso Ponte San Pietro dove potete trovare un area parcheggio comoda da dove iniziare un percorso naturalistico che vi permette di immergervi nella natura delle Valli di Comacchio. La giornata non è ideale ma questo non ci impedisce di percorrere una parte del percorso fino a Bettolino ammirando il volo di aironi e gabbiani e fotografando i famosi capanni da pesca, alcuni ben rcuperati, costruzioni caratteristiche di questa parte del Parco del Delta del Pò. Ci sarebbe piaciuto inoltrarci nella laguna per scoprire i tanti aspetti di questo ambiente unico nel suo genere, attraverso qualche escursione in barca, con partenza proprio da Botticino di Foce, attività che ci riporomettiamo di fare in una prossima visita magari in una stagione più favorevole.

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