Breizh 2021: ritorno in Bretagna

L’idea di ripercorrere questo itinerario nasce da una citazione dello scrittore José Saramago che dice testualmente “Bisogna ritornare sui passi già fatti per ripeterli e per tracciarci a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio”

D.01
Eccoci dunque in strada di nuovo verso il nord della Francia e più precisamente l’amata Bretagna, la penisola che si protrae verso l’oceano con le sue meravigliose coste. Il lungo viaggio di avvicinamento ci porta per iniziare dalle Alpi fino a Parigi dove, spinti da una rinnovata voglia di rivederla abbiamo deciso per una deviazione rispetto al tragitto regalandoci una fuggente sosta per riassaporare il gusto di questa splendida città, più volte visitata ma dal fascino davvero speciale. Da notare il parcheggio strategico per raggiungere comodamente la Torre Eiffel.
Lasciamo Parigi e proseguiamo verso nord nel cuore delle Normandia.

D.02
il nostro itinerario ci spinge verso il dipartimento della Normandia famoso per la produzione di ottimi formaggi e del liquore simbolo della regione stessa. Si tratta del Calvados il famoso distillato di sidro di mele.
Per conoscerne la storia e le qualità raggiungiamo a Ponte l’Eveque le distillerie Père Magloire per vivere “calvados experience” un percorso multisensoriale nella più antica distilleria della Normandia con tanto di degustazione di ben quattro qualità di liquore che alle 10 di mattino non è cosa da poco vista la gradazione media del distillato. Lasciata Ponte l’Eveque proseguiamo il nostro itinerario alla scoperta della penisola del Cotentin, un territorio dalle molteplici sfaccettature che si estende nel canale della manica tra la Bassa Normandia e la Bretagna.
Sosta a Barfleur, una piacevole cittadina affacciata sulla Baia della Senna dove decidiamo di cenare a base di moules-frites presso il ristorante La Bohème (consigliato), mentre per la notte raggiungiamo il vicino faro di Gatteville che con i suoi 247 piedi di altezza risulta essere il terzo “faro tradizionale” più alto del mondo, mentre per noi è il primo di una lunga serie.

D.03
Il nostro lento viaggiare prosegue senza un itinerario ben preciso e non importa dove come e in quanto tempo. Questa volta ci lasciamo guidare dall’istinto e da una cartina stradale come si faceva una volta. Imbocchiamo strade secondarie alla ricerca di panorami nuovi o ci lasciamo catturare da qualche cartello stradale che incontriamo lungo il percorso che indica una baia, un faro o un capo lungo la frastagliata costa, oltre il quale solo il mare. In questa terza giornata abbiamo raggiunto il nostro secondo faro quello di Cap Lèvi da dove abbiamo scelto per una breve passeggiata lungo la costa assistendo alla lenta ma costante risalita del mare. Pausa pranzo in uno spot niente male direttamente affacciati sul mare e poi ancora un faro, quello di Hague Cape e strada facendo la bellissima spiaggia della Baie d’Ecalgrain. Vista l’ora tarda cena e sosta per la notte nella cittadina di Carteret.

D.04
Per i puristi volevo rassicurarli che in Bretagna ci stiamo arrivando ed il titolo di questo viaggio può sembrare fuorviante visto che prima di immergersi nella terra bretone abbiamo dedicato dei giorni per esplorare una zona che effettivamente si trova in terra di Normandia. Questa giornata ci ha fatto finalmente raggiungere la Bretagna. Lasciata Carteret abbiamo iniziato a discendere la penisola del Cotentin il meteo per la prima volta ci è ostile, vento, nuvole basse e pioggia ci accompagnano nel nostro viaggio. Strada facendo lungo la route de capes raggiungiamo Sciotot con la sua immensa spiaggia. Purtroppo avremmo voluto vederla sotto un’altra luce ma in fondo anche questo è un clima da nord della Francia. Visto il meteo abbiamo deciso di puntare direttamente verso Cancale metà della giornata odierna. Strada facendo ci imbattiamo in quel isolotto roccioso circondato da una magnifica baia e teatro di una delle maree più grandi dell’Europa continentale. Vuoi passare di lì senza una visita seppur voloce a Mont-St- Michel? Certo che no e quindi sosta e visita accolta da un inaspettato sole.
Riprendiamo il viaggio ed entriamo ufficialmente in Bretagna, sosta finale della giornata la splendida Cancale giusto in tempo per gustarci una dozzina di ostriche prima di cercare uno posticino tranquillo per la notte.

D.05
Ripartiamo da Cancale: riprendiamo da qui il nostro racconto. Dopo aver immortalato anche Pointe di Grouine e fatto quattro possi lungo il sentiero del litorale, cercando di resistere al vento impetuoso che imperversava lungo la costa dalla sera prima, torniamo a Cancale per un l’atro giro sul molo ed un brunch a base di ostriche e un buon rosato come accompagnamento. Cancale era una delle poche mete prefissate alla partenza ed alla quale non avremmo di certo rinunciato. Meta successiva la vicina Saint Malo, fin troppo affollata però per gustarne le sue particolarità. Avendola già visita in passato, abbiamo preferito un giro sulle mura per ammirare il panorama da lassù e poi una camminata sull’immensa spiaggia guardando la marea che piano piano si ritirava. Lasciata anche Saint Malo abbiamo ripreso il nostro percorso con destinazione Cape Frehel, altro ricordo indelebile del viaggio passato. Da allora un po’ di cose sono cambiate, come la presenza di turisti e qualche difficoltà a trovare una sistemazione per la notte, tanto che abbiamo optato per un area a pochi minuti dal famoso faro.

D.06
Cape Frehel ed il suo faro, ricordo ancora la bellezza di quella parte di costa nel viaggio di quasi dieci anni fa. Allora facemmo l’escursione che dal faro portava a Fort la late, questa volta il meteo non prometteva niente di buono ed il vento proveniente dal mare rendeva il tutto più difficile, tanto che ci siamo ritagliati una passeggiata lungo uno dei sentieri all’interno, immersi in mille colori che la natura sa regalare. Dal capo già percorrere la strada che porta verso Erquy è una spettacolo che merita il viaggio e poi come non ammirare le splendide spiaggie che interrompono di tanto in tanto la.costa frastagliata della Bretagna! Abbiamo rivisto con piacere Plage de la Fosse e camminato fino a toccare il mare, sulla splendita Plage des sables d’or les pins e ancora la Plage de l’Anse su Croc. Chilometro dopo chilometro eccoci ad Erquy, dove sostiamo per il pranzo fronte mare vicino al porto turistico. Il meteo non aiuta a vivere appieno il paesaggio ma del resto è anche questo il clima della Bretagna.
La giornata si chiude a Binic un paesino carino lungo la costa dove poter assaggiare i sapori di questa terra e da dove domani ripartiremo destinazione Île-de-Bréhat

D.07
Abbiamo sfidato il meteo ed abbiamo vinto noi. Nonostante non promettesse nulla di buono, con una leggera pioggerella mattutina abbiamo deciso di visitare l’isola di Bréhat. Con una navigazione di una decina di minuti abbiamo raggiunto la piccola isola che in realtà è un arcipelago composto da due isole maggiori unite da un ponte, da 86 isolotti e un numero imprecisato di scogli visibili in base alla marea. Sull’isola non ci sono automobili e quindi anche per il turista l’unico modo per muoversi è a piedi o in bicicletta, facilmente noleggiabili vicino al molo. Noi abbiamo scelto la seconda soluzione ma forse con il senno di poi sarebbe stato meglio una piacevole passeggiata vista anche la ridotta dimensione dell’isola stessa. Percorrere le stradine o i sentieri sia nella parte sud che in quella nord è sicuramente piacevole e permette di calarsi in una dimensione a cui non si è più abituati. Belli i panorami, bella la natura incontaminata, bello anche il mare con i suoi colori che non fanno affatto pensare di essere nel nord della Francia a ridosso della manica. Tra le cose da vedere sicuramente il borgo dove trovare anche locali per una sosta o per il pranzo e poi da non perdere quello che rimane uno dei luoghi maggiormente fotografati dell’isola, ovvero la punta settentrionale con il famoso faro di Paon. Segnatevi anche Chapelle Saint-Michel, Moulin Birlot e il faro Rosedo. Nel pomeriggio, riconsegnate le biciclette, abbiamo fatto ritorno sulla terraferma e ripreso il nostro cammino con destinazione Perros-Guirec dove abbiamo cenato e passato la notte.

D.08
La costa del granito rosa, un tappa immancabile in un tour della Bretagna e passando in zona eccoci a ripercorrere un tratto del famoso sentiero dei doganieri proprio in prossimità di un dei fari più fotografati della Bretagna ovvero il faro di Meana Ruz conosciuto anche come il faro di Ploumanac’h. Passeggiare lungo il sentiero costiero tra i blocchi di granito rosa dalle dimensione e forme più svariate. Rispetto al precedente viaggio da queste parti devo segnalare un considerevole aumento di visitatori il che rende l’atmosfera meno romantica. Lasciato Ploumanac’h abbiamo ripreso il cammino verso ovest passando prima da Lannion e poi Morlax. Solo toccata e fuga preferendo di gran lunga i paesini più caratteristici che si incontrano ad esempio lungo la costa. Approposito di costa non sono mancate le soste lungo la strada come quella alla bella spiaggia di Saint-Michel-en-Grève dove abbiamo sostato per il pranzo e toccato con mano, anzi con i piedi, l’acqua del mare della manica che bagna questo tratto di costa. Prima.di chiudere la giornata sosta anche a Carantec per vedere la strada sottomarina che porta al vicina Ile Calot ma.con le maree non siamo molto fortunati o forse solo male informati. Sta di fatto che della strada che scompare con l’alta marea erano visibili solo pochi metri. L’ultimo trasferimento della giornata ci ha condotto infine a Roscoff dove abbiamo trovato sistemazione per la cena e la notte.

D.09
Il tempo incerto non ci dà tregua ma noi non demordiamo e nonostante le previsioni non siano delle migliori decidiamo di imbarcarci da Roscoff con destinazione l’isola di Batz. Dopo l’esperienza su quella di Brèath abbiamo deciso essendo in zona di esplorare anche quest’altra isoletta proprio al largo della cittadina di Roscoff. Una traversata di una quindicina di minuti ed eccoci sull’isola che potete decidere di visitare a piedi o in bici, noleggiabili in loco. Questa volta decidiamo di percorrere a piedi le strade ed i sentieri lungo la costa che vi permettono di fare il giro dell’isola in mezza giornata. Anche in bici avete la possibilità di percorrere i numerosi percorsi che vi conducono al litorale per farvi apprezzare le numerose spiagge di sabbia bianca presenti sull’isola. Noi ne abbiamo girata una buona parte potendo così apprezzare il litorale lungo la penisola occidentale dell’isola. Un consiglio, verificate gli orari della maree perché con l’alta marea lo spettacolo sicuramente ci guadagna. Sole ed alta marea, che purtroppo era prevista per le 17:30, ci avrebbe fatto ammirare un paesaggio ben diversi, peccato non sia andata così ma il piacere di passeggiare per qualche ora lungo il sentiero del litorale è sicuramente piacevole e il poco affollamento rispetto all’isola precedente ci ha permesso di godere appieno della bellezza della natura. Dopo la sosta per il pranzo in un ristorantino locale di fronte alla spiaggia, abbiamo dedicato il tempo rimanente per spingerci verso la parte orientale dell’isola dove si trova anche il faro de l’Île de Batz dalla cui sommità potete ammirare nel suo insieme l’isola. Ritornando sulla terraferma dedichiamo del tempo per gironzolare per le vie centrali di Roscoff, un piacevole paese costiero molto vivace in questo periodo dell’anno. Trasferimento per la notte presso Meneham dove troviamo una area di sosta carina di fronte alla spiaggia tra il villaggio ed il faro di Pontusval.

D.10
Con il tipico cielo da nord Europa decidiamo per una escursione mattutina al vicino ed incantevole Phare de Pontusval. Il percorso costiero e agevole e panoramico sulle belle spiagge sottostanti. Il cielo plumbleo non permette di fare risaltare il contrasto tra il colore della sabbia e le varie sfumature del mare, ma rimane una piacevole passeggiata nonostante il ritorno sia stato sotto una noiosa pioggerella. Lasciata l’area camper che ci ha ospitato per la notte puntiamo il navigatore verso un altro faro e più precisamente quello che si trova sull’Ile Vierge. Si tratta di uno dei più alti d’Europa ed avremmo voluto visitarlo salendo i suoi 360 gradini ma la sfortuna ha voluto che questo fosse uno dei due giorni di agosto chiuso alle visite. Consiglio per chi volesse andare, verificate le maree per l’isola è raggiungibile in barca solo durante l’alta marea. Sosta pranzo vista faro, foto di rito anche se a distanza e poi di nuovo in viaggio destinazione, neanche a dirlo altri fari. Il primo quello dell’isola di Wrac’h visibile dopo una breve passeggiata lungo la costa mentre l’altro, quello di Trezien che con i suoi 37 metri di altezza ed una portata di 20 miglia non sarà tra i più spettacolari della Bretagna, ma sicuramente garantisce un’importante guida ai navigatori. Proseguendo lungo la costa dopo una breve sosta presso la Plage d’Illien, eccoci ad un altro faro da cartolina. Si tratta del faro di Kermorvan in località Le Conquet. Se siete alla ricerca di fari non potete tralasciare questa visita. C’è ancora un faro da vedere, o meglio questa volta da rivedere, prima di concludere la giornata, ovvero il faro di Saint-Mathieu altra icona di questa regione con i resti dell’abbazia a farle da cornice. Sosta per la notte vicino al faro fronte oceano con lo spettacolo di un magnifico tramonto a concludere la giornata.

D.11
Lasciamo a malincuore Saint-Mathieu per iniziare la nostra discesa verso sud. La prima sosta la facciamo per immortalare l’ennesimo faro di questo tour, Le Phare du Petit Minou un’altra famosa sentinella del mare che vale sicuramente la deviazione e la sosta. Proseguendo attraversiamo il Parco Regionale dell’Armorique e ci dirigiamo verso Crozon per poi raggiungere Cap de la Chèvre dove dopo aver pranzato ci concediamo l’ennesima escursione lungo il sentiero litorale con il blu dell’oceano da una parte e i colori dell’erica dall’altra. Ormai avventurarci lungo questi sentieri è diventata una consuetudine e quasi ogni giorno dedichiamo qualche ora a percorrere parte di questi percorsi che si snodano lungo tutta la costa. Il viaggio prosegue poi verso il punto più occidentale della regione ovvero Pointe su Raz. Non è la prima volta che raggiungiamo questo punto estremo ma ogni volta ne restiamo affascinati. Vista l’ora decidiamo di passare in zona anche la notte prima di trasferirci verso la penisola di Quiberon.

D.12
Questa giornata è dedicata alla penisola di Quiberon che raggiungiamo in tarda mattinata. Prima di percorrere i 14 km di costa della penisola raggiungiamo Carnac e poi la località Le Po dove ci aspetta una ottima degustazione di ostriche accompagnate da pane, burro ed un ottimo bicchiere di bianco.
Raggiunta la penisola iniziamo a percorrere la costa ovest la famosa Côte Sauvage spettacolare ed aspra ma capace di sedurre il turista che transita da quelle parti. Dopo aver incontrato notevoli problemi di sosta abbiamo puntato verso sud concedendoci una pausa nella famosa Plage du Conguel, una delle spiagge che caratterizzano la costa orientale della penisola. Nel pomeriggio siamo tornati sulla costa ovest e siamo finalmente riusciti a goderci la bellezza di quelle scogliere irregolari a picco sul mare e lo abbiamo fatto direttamente dal percorso litorale, un paio di ore di piacevole camminata mentre il sole iniziava a calare e la ressa della mattina si era pian piano dissolta. Se infatti c’è qualcosa da appuntare a questo luogo è proprio l’alta frequentazione di turisti nel periodo estivo. Sosta per la notte presso un area attrezzata fronte oceano con il solito spettacolo del tramonto compreso nel prezzo

D.13
Inizia il nostro lento procedere verso casa, questa giornata doveva essere all’insegna della preistoria con la visita dell’ alignements de Kerlescan ma purtroppo solo visite guidate in questo periodo e la prima disponibile era nel primo pomeriggio, quindi cambio di programma e spostamento alla vicina Auray. Si tratta di una cittadina storica che nonostante i secoli conserva ancora le sue stradine lastricate, il suo ponte di pietra, le sue case a graticcio e le sue banchine animate oggi da numerosi locali. Insomma una tappa sicuramente da non perdere. Lasciata la bella Auray sosta successiva è stata la capitale del Morbihan, porto turistico, città medievale, città d’arte e di storia. Vannes ha dunque tutto per conquistare il viaggiatore che si trova a passeggiare tra le strade del suo centro storico e non solo.
Proseguendo il nostro itinerario raggiungiamo un po’ per caso Piriac-sur-Mer alla ricerca di una spiaggia per un po’ di relax. Dopo tanti divieti riusciamo a parcheggiare di fronte alla Plage du Poulaire. Mare limpido e calmo e soprattutto invitante tanto che decidiamo per un bagno, probabilmente l’unico di questo viaggio ma davvero appagante nonostante la temperatura dell’acqua non fosse sicuramente di tipo mediterranea. Percorriamo poi tutta la costa e ci lasciamo guidare dal navigatore che ci regala un itinerario nel mezzo delle saline di Guerande, un percorso davvero bello che ci conduce attraversando la piccola penisola, prima a Batz-sur-Mer e poi a Le Croisic. Percorrendo la strada costiera possiamo ammirare un paesaggio selvaggio ma allo stesso tempo invitante dove poter fare escursioni lungo il solito sentiero che corre lungo l’intera penisola o fare un bagno in una delle tante spiaggie che si alternano agli scogli. Vista la bellezza del posto decidiamo di fermarci strada facendo in un’area di sosta proprio fronte mare per la cena, il tramonto e la notte.

D.14
Ormai lontani dalla Bretagna proseguiamo il nostro rientro verso casa attraverso la valle della Loira e strada facendo riaffiorano i ricordi dell’ormai lontano 2009 quando visitammo questa regione e i suoi castelli. Non abbiamo resistito alla tentazione di rivederne qualcuno e così cartina alla mano abbiamo iniziato a segnare sulla mappa quelli più famosi per scegliere quelli da rivisitare. Quello di Villandry è il primo che incontriamo sul nostro tragitto ed anche l’ultimo dei grandi castelli della Loira eretti durante il Rinascimento. Sobrio elegante nella sua architettura e soprattutto con dei giardini splendidi dal fascino unico. Come seconda tappa abbiamo deciso per il castello di Amboise residenza dei re di Francia durante il Rinascimento. Grandioso come struttura, costruito in una posizione strategica il castello è anche luogo di sepoltura del grande Leonardo Da Vinci. Una visita piacevole quando ormai il grande pubblico se ne era ormai andato lasciando la visita a pochi intimi. Cena in città prima di trovare una sistemazione per la notte sulle sponde della Loira.

D.15
Seconda giornata sulla Loira e seconda giornata di visite in due dei sui più famosi castelli. Il primo è uno di quelli che preferisco in assoluto ovvero quello di Chenonceau, il castello delle Dame.
Questo castello infatti, adagiato sul fiume Cher, ha sempre visto una figura femminile come protagonista che ne ha curato l’architettura e la sopravvivenza. Tra questa anche Caterina de’ Medici che ha contribuito non poco a trasformare il castello e dare lustro alla residenza. Il castello di Chenonceau è il l più visitato della Francia solo dopo Versailles.
Prima di lasciare la Loira decidiamo per un ultima visita questa volta protagonista assoluto è il castello di Chambord costruito nel cuore di una vasta foresta ricca di selvaggina. Si tratta di un’opera d’arte eccezionale, emblema del rinascimento francese e patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1981.

D.16
Ormai siamo alle ultime battute di questo viaggio, oggi abbiamo salutato anche la valle della Loira e ci siamo addentrati in Borgogna. Dopo qualche ora di viaggio abbiamo raggiunto Vézelay un piccolo borgo medievale posizionato su una collina isolata tra le pianure del vicino Parco naturale regionale del Morvan, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un borgo sicuramente carino con le costruzioni tipiche, la chiesa abbaziale, parte delle mura originarie, negozietti e ristoranti oltre che un gran panorama dalla terrazza della basilica.
L’impressione comunque è di un borgo che pare abbia perso un po’ di vitalità rispetto a quanto si legge in certe recensioni. Lasciamo Vézelay intorno all’ora di pranzo e ci spostiamo verso la seconda metà di giornata, l’abbazia di Fontenay, ritenuta l’abbazia cistercense meglio conservata al mondo. Risalente al 1118, anno di fondazione da parte di San Bernardo, la struttura ha vissuto fasi alterne diventando addirittura intorno al 1790 una cartiera. Fu a partire dal 1900 che iniziarono i lavori per restituire all’abbazia tutta la sua purezza e lo stato originale medievale. Una visita che ci sentiamo di consigliarvi se passate da queste parti. Ora di nuovo in marcia verso la Grande Route des Vins, un viaggio attraverso le vigne della Borgogna.

D.17
Ultimo atto del nostro viaggio purtroppo la destinazione finale quest’oggi sarà quella di casa ma abbiamo ancora una giornata da trascorrere e decidiamo di immergerci nella terra dei vini di Borgogna. Prima una sosta a Cluny dove visitiamo la famosa abbazia, che onestamente ha deluso molto e poi passeggiamo per le vie centrali tra negozi e ristoranti come due turisti modello tanto che decidiamo di pranzare proprio in uno di questi locali con i tavolini all’aperto gustandoci, dopo la scoperta dell’altro giorno, di nuovo un piatto di escargots à la bourguignonne, un vero must della cucina francese. Lasciamo Cluny nel pieno di un kermesse ippica e ci dirigiamo verso sud percorrendo una parte della famosa Route des Grand Vins immergendoci nella terra dei vini più pregiati della Francia. Distese di vigneti a perdita d’occhio per chilometri e chilometri che ben testimoniano la lunga storia di questa regione i cui vini sono diventati famosi in tutto il mondo. È questa l’ultima immagine di questo viaggio ricco di ricordi e nuove scoperte in terre ospitali e di grande fascino.

D.17
Ultimo atto del nostro viaggio purtroppo la destinazione finale quest’oggi sarà quella di casa ma abbiamo ancora una giornata da trascorrere e decidiamo di immergerci nella terra dei vini di Borgogna. Prima una sosta a Cluny dove visitiamo la famosa abbazia, che onestamente ha deluso molto e poi passeggiamo per le vie centrali tra negozi e ristoranti come due turisti modello tanto che decidiamo di pranzare proprio in uno di questi locali con i tavolini all’aperto gustandoci, dopo la scoperta dell’altro giorno, di nuovo un piatto di escargots à la bourguignonne, un vero must della cucina francese. Lasciamo Cluny nel pieno di un kermesse ippica e ci dirigiamo verso sud percorrendo una parte della famosa Route des Grand Vins immergendoci nella terra dei vini più pregiati della Francia. Distese di vigneti a perdita d’occhio per chilometri e chilometri che ben testimoniano la lunga storia di questa regione i cui vini sono diventati famosi in tutto il mondo. È questa l’ultima immagine di questo viaggio ricco di ricordi e nuove scoperte in terre ospitali e di grande fascino.

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