Un augurio di normalità

Con il Natale ormai alle porte e l’imminente fine dell’anno eccoci qui a fare un primo bilancio di questo 2020. Un anno che purtroppo resterà nella storia, fortemente condizionato da questa tanto inattesa quanto drammatica pandemia. Un anno che in parte, ci ha limitato la libertà, che ci ha costretto a cambiare stile di vita, che ci ha fatto modificare comportamenti e relazione con gli altri.

Un anno, il duemilaventi, che porterà con se nei ricordi momenti difficili dovuti al Covid e non solo, ma un anno che ci ha permesso di ritagliarci momenti inaspettatamente piacevoli, come il ritorno in Norvegia con tanto di Capo Nord ed Isole Lofoten, ma anche di raggiungere finalmente il Colle del Nivolet nel cuore del Parco Nazionale del Gran Paradiso, una meta tanto programmata quanto altrettanto rimandata nel tempo e poi l’esperienza di ammirare dai 3.462 metri di Punta Helbronner sua Maestà il Monte Bianco grazie alla splendida Skyway.

Il 2020 è stato un anno all’insegna della montagna fin dalle prime uscite di gennaio, ma un anno anche di lunghe soste, obbligate e dovute, per cercare con il nostro nuovo stile di vita e i nostri comportamenti di contribuire, nel nostro piccolo, a rallentare e contenere la diffusione del virus, nella speranza di poter tornare in un prossimo futuro ad una sorta di normalità. Una normalità non solo dal punto di vista del semplice viaggiare, ma soprattutto nella quotidianità, nel lavoro tanto colpito da questa pandemia e nelle semplici relazioni pur consapevoli delle difficoltà ancora da superare e dell’incertezza generale che ancora regna non solo nel nostro Paese.

Proprio questo ritorno graduale alla normalità vuole essere il nostro augurio per il nuovo anno, un augurio sincero a tutti voi che ci avete letto e seguito nel corso di questo difficile 2020

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